Siria: liberata Albu Kamal

Pubblicato il 20 novembre 2017 alle 8:28 in Medio Oriente Siria

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Le forze del regime hanno preso nuovamente il controllo di Albu Kamal, liberandola dallo Stato Islamico.

Domenica 19 novembre 2017, le truppe fedeli a Bashar Al-Assad hanno liberato nuovamente Albu Kamal, dopo essere entrate nella città giovedì 17 novembre, con il sostegno dei raid russi. Albu Kamal, situata sulla riva occidentale dell’Eufrate, al confine tra Siria e Iraq, rappresentava l’ultima grande città ancora sotto il controllo dello Stato Islamico. La città era già stata liberata giovedì 9 novembre e riconquistata dai militanti dell’ISIS pochi giorni dopo, l’11 novembre.

Albu Kamal si trova nel governatorato di Deir Ezzor, un territorio ricco di petrolio, ed è situata sulla riva occidentale del fiume Eufrate, al confine tra Siria e Iraq. Dopo la liberazione di Raqqa, avvenuta il 17 ottobre 2017, e di Deir Ezzor, il 3 novembre 2017, Albu Kamal costituiva l’ultimo grande centro urbano ancora sotto il controllo dello Stato Islamico. Di conseguenza, la definitiva liberazione della città pone fine all’epoca dell’ISIS nel Paese, dopo tre anni di occupazione.

La sconfitta dell’ISIS a livello territoriale non comporta, tuttavia, la fine dell’organizzazione. Nell’ultimo periodo, in seguito alle numerose sconfitte subite, l’ISIS è stato costretto a cambiare la propria strategia e le proprie tattiche e si starebbe preparando alla prossima fase del conflitto. In sintesi, lo Stato Islamico si sta trasformando da un’organizzazione di insorti a un gruppo terroristico. Dopo aver perso il proprio territorio, il gruppo potrebbe continuare a operare clandestinamente nelle aree desertiche della Siria orientale e dell’Iraq occidentale e fare un uso della violenza meno concentrato e più sparpagliato.

Con la definitiva sconfitta dell’ISIS in Siria anche la guerra civile entrerà in una nuova fase. Negli ultimi mesi, il governo del presidente Bashar Al-Assad ha consolidato la sua presenza nella metà occidentale del Paese, mentre le Syrian Democratic Forces, sostenute dagli Stati Uniti, si sono rafforzate nella parte orientale. Finora, le campagne militari delle due parti impegnate nella guerra in Siria sono rimaste distinte, tuttavia, mano a mano che l’ISIS sarà costretto ad abbandonare il territorio, le forze del regime e quelle sostenute dagli Stati Uniti tenderanno a convergere verso le stesse aree. La situazione sta cambiando molto velocemente e le frizioni tra le due parti potrebbero emergere soprattutto nella Siria orientale. Da un lato, il presidente Al-Assad, con l’aiuto dei suoi sostenitori, Russia e Iran, sta progettando il modo per entrare nelle zone che ancora non sono sotto il suo controllo. Dall’altro, Washington dovrà decidere se e quando ritirarsi dal territorio. In merito a tale questione, il 13 novembre 2017, il segretario della Difesa degli Stati Uniti, James Mattis, ha dichiarato che gli Stati Uniti rimarranno in Siria fino al raggiungimento di una soluzione politica al conflitto civile.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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