Sanzioni Russia: 100 mila tonnellate di formaggi vietati in arrivo dal Kazakistan

Pubblicato il 20 novembre 2017 alle 21:00 in Russia

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In risposta alle sanzioni introdotte da Mosca nei confronti dei prodotti agroalimentari provenienti dall’Unione Europea, i contrabbandieri avrebbero introdotto i formaggi nel Paese attraverso la Bielorussia e il Kazakistan, riporta l’agenzia di stampa russa RIA Novosti.

Secondo stime ufficiali, ogni anno fino a 100 mila tonnellate di formaggi “illegali” finiscono sugli scaffali dei supermercati e negozi della Federazione, costituendo circa un terzo di tutto il settore caseario.

Inoltre gli importatori di formaggio in Russia dichiarano le proprie merci come merci in transito. In alcuni casi accade che i container con i prodotti che devono essere inviati in Kazakistan attraverso la Russia “vengano smarriti” durante il tragitto, rimanendo di fatto nel Paese e venendo in seguito venduti illegalmente.

Secondo quanto riportato da RIA Novosti, l’utile netto dei contrabbandieri per chilogrammo di formaggio si aggira intorno ai 10 euro. A seguito delle sanzioni introdotte, l’embargo alimentare riguarda molti tra i formaggi più consumati in Russia, come il brie, il parmigiano reggiano e il grana padano, il camembert, il roquefort, l’emmental e il groviera.

“Al mercato Usachevskij di Mosca si trova di tutto” –  racconta un contadino all’agenzia di stampa – “dal prosciutto spagnolo al parmigiano reggiano” tutti prodotti che, in reazione alle sanzioni europea, la Russia ha bandito, almeno ufficialmente.

Come conseguenza del bando ai formaggi europei, la Russia ha cercato di fomentare la produzione casearia interna, aumentata negli ultimi tre anni del 44%. Non sufficiente, a quanto pare, a modificare le abitudini alimentari dei russi.

 

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Traduzione dal russo a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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