Yemen: ogni 10 minuti un bambino muore

Pubblicato il 19 novembre 2017 alle 6:03 in Medio Oriente Yemen

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Ogni giorno muoiono 130 bambini in Yemen, a causa della mancanza di cibo e delle malattie, secondo quanto si legge in un report di Save The Children.

Il documento, pubblicato dall’organizzazione umanitaria mercoledì 15 novembre 2017, ha svelato che, stando all’analisi della realtà quotidiana del Paese, entro la fine 2017, in Yemen moriranno più di 50.000 bambini. Inoltre, almeno 400.000 bambini avranno bisogno di essere curati a causa di gravi forme di malnutrizione e della più grande epidemia di colera della storia moderna.

La situazione umanitaria è talmente critica che, secondo Save The Children, entro la fine dell’anno in Yemen moriranno circa 50.000 bambini sotto i 5 anni, a causa della malnutrizione o delle malattie. Si tratta di una media di 130 bambini al giorno, ovvero un bambino ogni 10 minuti.

La condizione in cui versa lo Yemen, già tragica, è peggiorata ulteriormente negli ultimi giorni, in particolare dopo che, il 6 novembre 2017, la coalizione araba, a guida saudita, aveva chiuso tutti gli accessi al Paese, aerei, marittimi e di terra. La decisione della coalizione era stata presa al fine di contrastare l’invio delle armi agli Houthi da parte dell’Iran dopo che, il giorno precedente, gli Houthi avevano lanciato un missile balistico contro l’aeroporto internazionale King Khaled, situato nella capitale saudita. Il razzo non aveva causato alcun danno, poiché era stato immediatamente dirottato e ridotto in frammenti in una zona disabitata a est di Riad.

Appena comunicata la decisione, le organizzazioni umanitarie aveva immediatamente fatto pressione sulla coalizione araba, affinché riaprisse gli accessi al Paese, temendo il peggioramento della situazione umanitaria, già molto grave. In questo contesto, il 13 novembre 2017, l’Arabia Saudita aveva annunciato la riapertura degli accessi allo Yemen “entro 24 ore”.

Tuttavia, sembrerebbe che la situazione non sia ancora migliorata, dal momento che, giovedì 16 novembre 2017, le Nazioni Unite hanno emesso un comunicato nel quale rivolgono un appello alla coalizione araba, al fine di convincerla a riaprire gli accessi al Paese senza ulteriori indugi. In tale occasione, l’ONU ha definito la situazione dello Yemen “la peggiore crisi nel mondo”, nella quale più di 20 milioni di persone, tra cui 11 milioni di bambini, hanno bisogno di aiuti umanitari urgenti. Inoltre, almeno 14,8 milioni di persone non possono usufruire di cure di primo soccorso e si sospetta che vi siano più di 900.000 casi di colera.

Nel comunicato dell’ONU si legge: “Circa 17 milioni di persone non sanno da dove arriverà il loro prossimo pasto e 7 milioni dipendono completamente dai rifornimenti alimentari. Gravi forme di malnutrizione minacciano la vita di almeno 400.000 bambini. A mano a mano che i rifornimenti diminuiscono, il prezzo del cibo aumenta in maniera drammatica, mettendo a rischio migliaia di persone”.

Gli accessi al Paese, chiusi dalla coalizione araba, sono gli unici attraverso i quali le organizzazioni umanitarie possono raggiungere lo Yemen. Non vi è infatti alcuna alternativa all’aeroporto di Sanaa e ai porti di Hodeidah e Saleed per riuscire a portare risorse alimentari, mediche e altri beni di prima necessità nel Paese. I governatorati di Taiz e Hodeidah stanno vivendo le conseguenze più negative della crisi umanitaria, a tal punto che Amnesty International prevede che, soltanto in questo territorio, il numero delle vittime sarà di 10.000 bambini entro la fine dell’anno.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.