Funzionario USA: comportamento principe ereditario saudita “sconsiderato”

Pubblicato il 19 novembre 2017 alle 18:23 in Arabia Saudita Medio Oriente

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I funzionari statunitensi hanno espresso un “crescente allarme” relativamente alle azioni recentemente portate avanti dal principe ereditario saudita, affermando che potrebbero “danneggiare gli interessi americani”, stando a quanto divulgato dal New York Times.

I diplomatici statunitensi, di concerto con I funzionari del Pentagono e della CIA, sostengono che il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman “si stia comportando in modo sconsiderato, senza [avere] sufficiente considerazione delle probabili conseguenze del suo comportamento”. Queste sono le parole che ha riferito al Times un funzionario non meglio identificato del Dipartimento di Stato martedì 14 novembre.

Il principe ereditario saudita Salman, 32 anni, ha rapidamente consolidato il suo potere dopo essere stato nominato diretto successore al trono del padre, Re Salman, nel mese di giugno.

Il 4 novembre, decine di funzionari sauditi sono stati radunati e arrestati – in un presunto giro di vite sui controlli in materia di corruzione – tra cui 11 ministri di gabinetto e alcuni degli uomini d’affati più potenti del Paese.

Nella stessa giornata, il premier libanese Saad Hariri ha improvvisamente presentato le sue dimissioni in tv dalla capitale saudita, Riad, affermando che l’Iran e il partito Hezbollah stanno interferendo nella politica del Libano.

Hariri deve ancora fare ritorno in Libano dall’Arabia Saudita, e alcuni membri del governo libanese hanno accusato Riad di trattenerlo contro la sua volontà.

Il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, sostiene che le dimissioni del premier siano state indotte “a forza” dall’Arabia Saudita.

I commenti rilasciati alla testata del New York Times da parte del funzionario del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti riflettono sulla mancata coesione dell’amministrazione del presidente americano Donald Trump.

Dopo gli arresti di massa in Arabia Saudita, Trump ha diffuso un tweet in cui si legge: “Nutro profonda fiducia in Re Salman e nel principe ereditario dell’Arabia Saudita, sanno esattamente ciò che stanno facendo. Alcuni di quelli che stanno trattando duramente hanno ‘spremuto’ il loro Paese per anni”.

Il 5 giugno, un gruppo di Stati guidati dall’Arabia Saudita ha peraltro imposto un blocco sul vicino Qatar, accusandolo di supportare l’“estremismo” nella regione. Il Qatar, dal canto suo, ha veementemente smentito tale accusa.

Nel mese di ottobre, il segretario di Stato degli Stati Uniti Rex Tillerson ha esortato il principe ereditario a invitare il Qatar al tavolo delle negoziazioni per cercare di portare a termine la crisi del Golfo, ma a suo dire non c’è stato da parte del futuro monarca saudita un “segnale forte” a indicare che Mohammed bin Salman fosse pronto a un dialogo.

Il principe ereditario è stato nominato ministro della difesa a gennaio 2015, e l’azione più importante da lui intrapresa è stato l’avvio dell’operazione militare “Decisive Storm”, che ha previsto l’invio di una coalizione a guida saudita in Yemen contro i ribelli Huthi in controllo di gran parte del territorio del Paese.

Tuttora gli Huthi controllano la capitale yemenita, Sanaa, e altre aree a nord. I civili yemeniti hanno fortemente sofferto del conflitto, con un bilancio di 10mila morti, decine di migliaia di feriti, l’impoverimento ulteriore dello Stato sull’orlo di una carestia, e un’epidemia mortale di colera.

L’Arabia Saudita ha accusato l’Iran di “aggressione militare diretta” tramite i ribelli Huthi in Yemen.

Il principe ereditario saudita ha assicurato di revisionare e modernizzare l’economia del Paese attraverso uno svezzamento dalla sua ingente dipendenza dal petrolio; in aggiunta a ciò, Mohammed bin Salman ha promesso di liberare l’Arabia Saudita dalla sistematica corruzione, e “moderare” una società che è stata per un lungo periodo influenzata da integralisti religiosi.

Egli ha inoltre condotto una politica estera molto più aggressiva di quella in atto precedentemente per controbilanciare l’influenza del paese rivale, l’Iran.

Da quando il principe ereditario è stato nominato tale a giugno, ha promesso di lottare contro l’Iran che, a suo dire, sta tentando “di controllare il mondo islamico”.


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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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