Siria: Israele pronto a collaborare con l’Arabia Saudita

Pubblicato il 17 novembre 2017 alle 18:03 in Arabia Saudita Israele

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Israele è pronto a collaborare con l’Arabia Saudita per affrontare i piani dell’Iran “di controllare il Medio Oriente”, secondo quanto riferito dal capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane, il generale Gadi Eisenkot.

Giovedì 16 novembre 2017, durante un’intervista con il quotidiano saudita Elaph, Eisenkot ha offerto la condivisione delle informazioni sull’Iran, raccolte dall’Intelligence israeliana, con l’Arabia Saudita e ha dichiarato: “Siamo pronti a condividere la nostra esperienza con i Paesi arabi moderati e a scambiarci le informazioni dell’intelligence al fine di affrontare l’Iran”. Il capo di stato maggiore ha aggiunto: “Sotto il presidente americano, Donald Trump, c’è la possibilità di formare una nuova alleanza internazionale nella regione. Abbiamo bisogno di portare avanti un piano strategico globale al fine di fermare la minaccia iraniana”.

Eisenkot ha riferito che l’espansione dell’influenza iraniana in Medio Oriente costituisce un motivo di preoccupazione sia per Israele sia per l’Arabia Saudita. In merito alla questione, il capo di stato maggiore ha dichiarato: “Il piano iraniano è di controllare il Medio Oriente attraverso due mezzelune sciite, la prima va dall’Iraq alla Siria e al Libano e la seconda attraversa il Golfo dal Bahrein allo Yemen al Mar Rosso. Dobbiamo impedire che questo avvenga”.

Israele teme che l’Iran stia ampliando la propria influenza in Medio Oriente, soprattutto in Siria e in Libano. In Siria, Teheran è il principale sostenitore delle forze del regime di Bashar Al-Assad, che, ormai si trova in una posizione di forza nel Paese. L’Iran è riuscito ad accrescere la propria influenza nel Paese non solo nella cooperazione militare, ma in numerosi altri settori, come dimostrano i recenti contratti stipulati tra Teheran e Damasco nel settore economico. Tutto ciò dimostra che l’Iran è penetrato in Siria in un modo talmente profondo che non potrà essere ignorato dopo la fine del conflitto. Al contrario, Teheran emergerà come principale vincitore. Da parte sua, Israele teme che l’Iran stia trasformando la Siria in una fortezza miliare, come parte di un più ampio piano mirato a cancellare il proprio Stato, secondo quanto affermato dal Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, il 28 agosto 2017 a Tel Aviv, in occasione di un incontro con il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

In merito alla questione libanese, Israele teme che le dimissioni del primo ministro Al-Hariri possano favorire la presa di potere da parte di Hezbollah e, di conseguenza, l’estensione dell’influenza iraniana nel territorio, dal momento che Teheran è il principale sostenitore del partito sciita. La coalizione di Al-Hariri era riuscita a riunire quasi tutti i principali partiti libanesi, compreso Hezbollah. In questo contesto, dunque, le dimissioni del premier rischiano di esacerbare le tensioni settarie tra i musulmani sunniti e sciiti e di causare una nuova paralisi nel governo, favorendo, secondo Israele, la penetrazione dell’Iran nel territorio.

La decisione israeliana di collaborare con l’Arabia Saudita giunge, in particolare, dopo che, il 12 novembre 2017, Stati Uniti e Russia avevano siglato un memorandum d’intesa che prevedeva, tra le altre cose, il potenziamento del cessate il fuoco nella Siria meridionale, nella quale era stata creata una zona cuscinetto, in base a quanto stabilito nel quarto round dei negoziati di Astana, che si era tenuto tra Russia, Iran e Turchia il 5 maggio 2017 nella capitale del Kazakistan. Giovedì 16 novembre, Israele aveva ricevuto la bozza di una mappa, parte dell’intesa tra Mosca e Washington, secondo la quale le forze sostenute dall’Iran potranno schierare le proprie truppe nella zona di Quneitra, situata nel sud della Siria, a pochi chilometri dal confine con Israele.

Il timore di Israele è aumentato negli ultimi giorni, in particolare quando, venerdì 10 novembre 2017, una fonte dell’Intelligence aveva riferito alla BBC che l’Iran starebbe costruendo una base permanente in un luogo utilizzato dall’esercito siriano, vicino a El-Kiswah, situata a sud di Damasco, a 50 km dal confine con Israele, mostrando alcune immagini che proverebbero l’affermazione.

In merito alla questione, domenica 12 novembre, il ministro della Difesa, Avigdor Lieberman, aveva dichiarato che Israele avrebbe risposto a qualsiasi provocazione o violazione della propria sovranità e aveva esortato il presidente siriano, Bashar Al-Assad, a trattenere tutte le parti attive all’interno del suo territorio. In tale occasione, il ministro aveva altresì minacciato la Siria di distruggere la base militare, affermando: “Non permetteremo all’asse sciita di utilizzare la Siria come base di prima linea”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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