Riforma di Dublino: Parlamento Europeo dà l’ok per iniziare i negoziati

Pubblicato il 17 novembre 2017 alle 8:46 in Europa Immigrazione

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Il Parlamento europeo ha dato la propria autorizzazione per dare il via i negoziati sulla riforma del sistema di Dublino con il Consiglio e la Commissione.

Le modifiche a tale sistema prevedono che i migranti non siano più obbligati a presentare richiesta di asilo nel Paese di primo approdo. L’assegnazione di responsabilità dei Paesi europei sarà invece basata su “legami genuini” tra il singolo migrante e uno degli Stati membri, in assenza dei quali i richiedenti asilo, dopo essere stati registrati e aver eseguito i controlli di sicurezza, saranno assegnati a un Paese dell’Unione Europea, secondo un sistema di distribuzione prestabilito. Tale meccanismo mira a evitare che Stati come la Grecia e l’Italia, che per ragioni geografiche costituiscono i territori di primo approdo per la maggior parte dei migranti che attraversano il Mediterraneo, debbano accogliere un numero spropositato di arrivi. Ai Paesi membri che non rispetteranno tali regole verrà limitato l’accesso ai fondi europei. Il testo della riforma approvato dalla Commissione libertà civili (LIBE) del Parlamento Europeo prevede altresì un periodo transitorio di tre anni e un meccanismo ‘filtro’ per scremare, tra i richiedenti asilo, le cui possibilità di vedere accolta la loro domanda sono basse. Per questi ultimi, la richiesta resterebbe a carico del Paese di ingresso, che dovrebbe occuparsi del rimpatrio, con un sostegno aggiuntivo da parte dell’Ue.

Il negoziato, tuttavia, potrebbe stravolgere tali proposte, dato che il Consiglio dell’UE non si è ancora pronunciato sulla questione. La riforma del Regolamento di Dublino è nata dalla necessità di modificare il sistema di asilo europeo, alla luce della crisi migratoria degli ultimi anni. 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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