Proteste centro di accoglienza di Conetta: i migranti chiedono la sua chiusura

Pubblicato il 17 novembre 2017 alle 10:36 in Immigrazione Italia

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Sono scoppiate proteste presso il centro di accoglienza dei migranti di Conetta, nella provincia di Venezia.

Lunedì 13 novembre 2017, un gruppo formato da 300 ospiti della struttura ha organizzato una manifestazione per protestare contro le condizioni del centro, dove circa 1,400 migranti sono costretti a dormire accampati in tende al freddo. Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, le tensioni sarebbero scoppiate in seguito alla decisione di togliere alcune strumentazioni elettriche, necessarie a riscaldare l’ambiente. Tale misura sarebbe stata presa per ragioni di sicurezza, dato l’elevato numero di persone presenti all’interno del centro.

Gli attivisti del progetto di comunicazione indipendente Melting Pot Europa riferiscono che i migranti hanno incontrato il questore e il prefetto di Venezia, ai quali hanno chiesto “l’immediata chiusura del lager”. In seguito alla trattativa, sono state messe a disposizione dei migranti alcune parrocchie dove passare la notte.

Le proteste di questi giorni a Conetta non sono le prime. Nel corso dei mesi passati, si sono verificati diversi episodi simili, in cui i migranti hanno protestato contro le condizioni dei centri di accoglienza italiani. La notte del 3 gennaio 2017, i carabinieri sono intervenuti nel centro di accoglienza di Conetta, dove erano scoppiati disordini in seguito alla morte di una 25enne ivoriana. Ad avviso degli ospiti della struttura, i soccorsi sono giunti troppo in ritardo.

Sul sito del Ministero dell’Interno si legge che i migranti illegali che giungono in Italia vengono condotti nei centri di accoglienza, dove ricevono una prima assistenza, per poi essere identificati. Dopodiché, gli individui possono essere espulsi, oppure, i richiedenti protezione internazionale vengono trattenuti per avviare le procedure di accertamento. Le strutture di accoglienza sono divise in centri di primo soccorso e accoglienza (Cpsa), centri di accoglienza (Cda), centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) e centri di identificazione ed espulsione (Cie).

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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