Iraq: liberata l’ultima roccaforte dell’ISIS

Pubblicato il 17 novembre 2017 alle 13:42 in Iraq Medio Oriente

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Le forze irachene, sostenute dalla coalizione internazionale, a guida americana, hanno liberato la città di Rawa, l’ultima roccaforte dello Stato Islamico in Iraq, dopo poche ore dall’inizio dell’offensiva militare.

Venerdì 17 novembre 2017, le truppe irachene hanno annunciato di aver ripreso il pieno controllo della città di Rawa, situata nella zona desertica del governatorato di Al-Anbar, al confine con la Siria. Secondo quanto riferito dalla CNN, Rawa era l’ultima città ancora sotto il controllo dell’ISIS, di conseguenza la sua liberazione significa che lo Stato Islamico è stato sconfitto in tutte le città e le cittadine irachene. Nonostante ciò, i militanti dello Stato Islamico sarebbero ancora presenti nel territorio iracheno e controllerebbero una parte del territorio desertico nell’area occidentale del Paese.

Il comandante delle operazioni, il tenente generale Abdul Amir Rasheed Yarallah, ha dichiarato, in un comunicato, che le truppe irachene “hanno completamente liberato la città di Rawa e hanno issato la bandiera irachena sugli edifici”, poche ore dopo l’inizio delle operazioni militari, che erano state lanciate all’alba di venerdì 17 novembre. Il giorno precedente, giovedì 16 novembre, alcuni ingegneri iracheni avevano costruito un ponte mobile sul fiume Eufrate per aiutare i soldati ad assaltare la città.

Il governatorato di Al-Anbar, situato sulle rive dell’Eufrate, al confine con la Siria, costituisce l’ultima parte del territorio iracheno dove sono in corso battaglie contro lo Stato Islamico. L’offensiva finale per liberare l’area era stata lanciata il 26 ottobre 2017.

Nel frattempo, dall’altra parte del confine, l’esercito siriano sta combattendo per liberare Albu Kamal, l’ultima grande città ancora sotto il controllo dello Stato Islamico. La città era stata liberata giovedì 9 novembre 2017 ed era poi stata riconquistata dall’ISIS pochi giorni dopo, sabato 11 novembre 2017. Come in Iraq, anche in Siria, una volta liberate tutte le città controllate dall’ISIS, continueranno gli scontri contro i militanti dell’organizzazione, che si sono rifugiati nelle zone desertiche.

Secondo quanto riferito dalla CNN, nel 2014, in Siria e in Iraq, l’ISIS controllava un territorio dell’estensione di circa 88 km quadrati, compreso tra le coste del Mediterraneo e il sud di Baghdad. Alla fine del 2016, il territorio si era ridotto a circa 60 km quadrati. Dopo le ultime sconfitte, l’ISIS controlla ormai solo una piccola parte dell’area.

Stando ai dati del Pentagono, aggiornati al 9 agosto 2017, nella campagna per sradicare lo Stato Islamico dal territorio, durata circa 3 anni, la coalizione internazionale, a guida americana, ha condotto 13.331 raid in Iraq e 11.235 in Siria, per un totale di 24.566. A questi vanno aggiunti gli attacchi da parte degli aerei russi, iracheni e siriani.  

In base alle informazioni diffuse dalle Nazioni Unite, infine, l’avanzata dell’ISIS in Iraq, seguita dalle operazioni di riconquista del territorio, hanno causato lo sfollamento di più di 3 milioni di persone. La situazione è ancora più grave in Siria, dove 6,5 milioni di persone, tra cui 2,8 milioni di bambini, sono state costrette ad abbandonare le proprie case. Dal 2012, il bilancio delle vittime della lotta contro lo Stato Islamico in Iraq è di circa 40.000 civili, mentre in Siria, tra il 2011 e il 2016, sono state uccise più di 400.000.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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