Ucraina: vietato parlare russo in parlamento

Pubblicato il 16 novembre 2017 alle 16:00 in Ucraina

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Stando a quanto riportato dal quotidiano Ukrinform, la vicepresidente del Parlamento ucraino, Oksana Syroid, avrebbe spento il microfono di un deputato del partito “Rinascimento”, Anton Kisse, che stava intervenendo in lingua russa, obbligandolo di fatto a parlare in ucraino.

Kisse, deputato della regione di Odessa, come da consuetudine, stava tenendo il suo intervento in aula parlamentare in russo. La vicepresidente lo avrebbe dunque interrotto dopo pochi minuti, spegnendogli il microfono, intimandogli di parlare nella lingua di stato, l’ucraino, altrimenti non avrebbe potuto proseguire con il suo intervento.

Da parte sua, Kisse ha replicato di non conoscere ancora bene la lingua ucraina, di essere attualmente iscritto a dei corsi di lingua e che entro un mese sarebbe stato in grado di esprimersi nella lingua di stato. La vicepresidente del Parlamento gli ha permesso di parlare un altro minuto, dopodiché avrebbe spento nuovamente il microfono. Alla richiesta di Kisse di poter finire, la vicepresidente avrebbe mantenuto la sua posizione sostenendo di non poter permettere l’uso di una lingua diversa da quella di stato.

“In ucraino, magari anche in bulgaro, se riesco”, ha commentato Kisse, concludendo dunque il suo intervento con un ucraino stentato e guadagnandosi, in risposta, gli applausi di gran parte dei deputati.

Non si tratta della prima volta che al Parlamento ucraino i discorsi dei deputati subiscono interruzioni a causa dell’uso della lingua russa. A tal proposito, il presidente, Andrey Paruby, è solito chiedere ai deputati di intervenire esclusivamente nella lingua di stato.

 

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Traduzione dal russo a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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