Siria: i curdi supportano una missione americana a lungo termine

Pubblicato il 16 novembre 2017 alle 20:59 in Medio Oriente Siria

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Il Partito dell’Unione Democratica siriano si è espresso a favore di una missione americana a lungo termine in Siria, dopo la definitiva sconfitta dello Stato Islamico.

I curdi hanno espresso la propria posizione dopo che, il 13 novembre 2017, il segretario della Difesa degli Stati Uniti, James Mattis, aveva dichiarato che il proprio Paese avrebbe mantenuto la presenza militare in Siria fino a quando i negoziati di Ginevra avrebbero portato all’adozione di una soluzione politica.

In merito alla missione americana in Siria, uno dei leader dell’Unione, il principale partito politico dei curdi siriani, Shahoz Hasan, ha dichiarato: “Dal momento che non si è ancora giunti a una soluzione politica alla crisi siriana, che gli interventi turco e iraniano in Siria continuano e che i gruppi di Al-Qaeda si trovano in Siria, è meglio che l’operazione della coalizione continui”.

Gli Stati Uniti sono entrati nel conflitto siriano nel 2014 con l’operazione Inherent Resolve, nonostante la contrarietà del presidente siriano Bashar Al-Assad, che aveva definito l’intervento americano “illegittimo e illegale”. Inherent Resolve è l’operazione militare statunitense contro lo Stato Islamico in Siria e in Iraq, avviata il 15 giugno 2014, dopo la richiesta ufficiale di sostegno avanzata dal governo iracheno. La missione americana in Siria era iniziata come un supporto militare alle forze curde che combattono l’ISIS. In seguito si è espansa includendo altresì altre missioni mirate a mantenere la pace tra le forze del regime e i ribelli siriani e ad aiutare nella ricostruzione del Paese.

Il problema della permanenza o meno delle truppe americane in Siria era sorto in seguito alla liberazione delle principali roccaforti dello Stato Islamico nel Paese. In merito alla questione, il 13 novembre 2017, il segretario della Difesa degli Stati Uniti, James Mattis, aveva dichiarato che la missione degli Stati Uniti in Siria, al momento, avrebbe due obiettivi. Il primo obiettivo è la sconfitta definitiva dello Stato Islamico, assicurandosi anche di prevenire il ritorno di un “ISIS 2.0”. Il secondo obiettivo è creare le condizioni per la realizzazione di una soluzione diplomatica in Siria.

Gli Stati Uniti sono stati il principale sostenitore delle Syrian Democratic Forces, un’alleanza multi-etnica e multi-religiosa, composta da curdi, arabi, turkmeni, armeni e ceceni. Fin dalla sua creazione, il 10 ottobre 2015, l’alleanza ha svolto un ruolo di primo piano nella lotta contro l’ISIS in Siria, contribuendo alla progressiva liberazione delle roccaforti occupate dai jihadisti. Le Syrian Democratic Forces sono sostenute dalla coalizione internazionale, a guida americana, che le considera un alleato indispensabile nella lotta contro l’ISIS. Washigton e Mosca sostengono fazioni opposte nella guerra contro lo Stato Islamico in Siria; gli Stati Uniti sostengono le Syrian Democratic Forces, mentre la Russia appoggia le milizie del regime di Bashar Al-Assad.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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