Minniti risponde alle accuse dell’Onu

Pubblicato il 16 novembre 2017 alle 10:23 in Immigrazione Italia

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Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha risposto alle accuse dell’Onu circa gli accordi per trattenere i migranti in Libia, mercoledì 15 novembre, durante il Question time settimanale della Camera.

Il 14 novembre, l’Alto Rappresentante per i diritti umani dell’Onu, Zeid Ra’ad Al Hussein, si è scagliato contro l’UE e l’Italia, accusandole di aver concluso con le autorità di Tripoli accordi “disumani”. In tutta risposta, Minniti ha affermato che “il rispetto dei diritti umani per l’Italia era, è e sarà irrinunciabile”, sottolineando che su questo piano, Roma sente la necessità di agire al più presto. Il ministro ha continuato dicendo che, se la UN Refugee Agency e altre agenzie hanno potuto iniziare una serie di attività in Libia, lo devono all’impegno del nostro Paese. In particolare, Minniti ha spiegato che, proprio grazie agli sforzi nello Stato nordafricano dell’Italia e dell’UE, la UN Refugee Agency ha potuto visitare 28 dei 29 centri di accoglienza presenti in Libia, individuando oltre mille soggetti in condizioni di fragilità a cui potrà essere riconosciuta la protezione internazionale e il ricollocamento in Paesi terzi. L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) ha potuto altresì portare a termine oltre 9,953 rimpatri di migranti che erano presenti in Libia e a Berna, il 13 novembre scorso, i ministri dell’Interno d’Europa e dell’Africa, compresa la Libia, hanno firmato un documento di impegni sui diritti dei migranti e sul diritto alla protezione internazionale. Ad avviso del ministro, tutto questo non basta, ma l’alternativa “non può essere quella di rassegnarsi all’impossibilità di governare i flussi migratori e consegnare agli scafisti le chiavi delle democrazie europee”. Per questo motivo, la lotta contro il traffico di esseri umani e lo sfruttamento sono l’unica strada possibile, ha concluso Minniti.

In merito alle iniziative per il rimpatrio degli immigrati irregolari, il ministro dell’Interno ha spiegato che il Governo italiano, nel corso dei mesi passati, si è impegnato fortemente, istituendo centri di permanenza per i rimpatri grazie al decreto-legge n. 13 del 2017. Tale provvedimento ha permesso un’efficace gestione e monitoraggio di tutti i procedimenti amministrativi relativi all’ingresso e al soggiorno dei migranti irregolari. Attualmente, in Italia sono attivi 5 centri di permanenza per i rimpatri e, entro la fine dell’anno, verrà aperto un sesto centro a Potenza. Dal primo gennaio al 5 novembre 2017, sono stati individuati 39,634 migranti con una posizione irregolare, una cifra che segna un aumento del 15% rispetto allo stesso periodo del 2017. Di questi, 17,405 sono stati allontanati dal territorio nazionale, di cui 10,628 sono stati respinti alle frontiere, mentre 6,777 sono stati rimpatriati o riammessi nei Paesi di provenienza. Infine, sono stati adottati 93 provvedimenti di espulsione per motivi di sicurezza nazionale e prevenzione del terrorismo. Minniti ha spiegato che è stato avviato un progetto sperimentale con le autorità del Bangladesh poiché, nel 2017, è stato uno dei primi tre Paesi di provenienza dei migranti sbarcati in Italia.

Per cercare di fermare i continui flussi migratori verso l’Italia e verso l’Europa attraverso il Mediterraneo, nel 2017, l’Italia, con il supporto dell’Unione Europea, ha dato la priorità al raggiungimento di accordi bilaterali con i Paesi dell’Africa maggiormente coinvolti nel transito dei flussi migratori. In particolare, le autorità di Roma hanno concluso una serie di patti con la Libia, volti a diminuire le ondate di migranti verso l’Italia. La stretta collaborazione tra le autorità del governo di Tripoli e quelle italiane, a partire dal mese di luglio 2017, ha portato a una diminuzione degli sbarchi di migranti in Italia. Dopo il picco di giugno, durante il quale sono giunti nel nostro Paese 23,526 individui, cifra mensile più elevata registrata da gennaio, si è passati a 11,459 a luglio e a 3,918 ad agosto. 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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