Filippine: grazie alla Cina è finita la guerra a Marawi

Pubblicato il 16 novembre 2017 alle 15:03 in Cina Filippine

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Cina ha fornito un aiuto “critico” alle Filippine e reso possibile una conclusione definitiva dell’assedio della città di Marawi, durato 5 mesi, secondo quanto ha affermato il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte.

Il presidente Duterte ha riconosciuto apertamente l’importanza assunta dalle armi fornite dalla Cina all’esercito filippino durante la lotta contro i terroristi radicalisti islamici che il 23 maggio scorso hanno assediato la città di Marawi, nell’isola meridionale di Mindanao.

Secondo quanto ha affermato Duterte, il fucile che ha permesso l’uccisione di uno dei due leader dei terroristi, Isnilon Hapilon, il 16 ottobre, faceva parte delle armi fornite dalla Cina. Per questa ragione, il presidente delle Filippine ha deciso di restituire il fucile a Pechino in segno di apprezzamento per l’aiuto ricevuto durante le battaglie di Marawi. “Vi restituisco il fucile perché il popolo cinese possa sapere che è stato fondamentale, critico, è un simbolo dell’importanza dell’aiuto ricevuto”, ha affermato il presidente Duterte di fronte al primo ministro della Cina, Li Keqiang, in visita nelle Filippine in occasione del vertice APEC di Manila. La visita di Li Keqiang è stata la prima di un Primo Ministro cinese negli ultimi dieci anni.

Sono più di 6100 i fucili e le mitragliette donate dalla Cina all’esercito filippino dal mese di giugno 2017, anche se non è ancora certo se siano o meno stati utilizzati dall’esercito, in quanto il Ministro della Difesa di Manila aveva reso noto che le armi cinesi erano state consegnate alla polizia.

Secondo diversi resoconti diffusi sul web dai membri dell’ottavo battaglione Scout Ranger, che ha ucciso Hapilon, il colpo che ha ucciso il terrorista è giunto da una mitraglietta montata su un veicolo corazzato. Il gesto di Duterte rimane, però altamente simbolico della sempre crescente vicinanza delle Filippine con la Cina. “Le armi che ci avete dato ci hanno aiutato ad abbreviare e accorciare la battaglia”, ha affermato il presidente.

Oltre alla Cina, Duterte ha ringraziato anche la Russia incontrando il presidente Vladimir Putin per la fornitura di armi che hanno permesso l’uccisione di molti cecchini durante l’assedio di Marawi. Le armi provenienti dalla Russia, secondo i resoconti della Difesa delle Filippine, sono giunte sull’isola di Mindanao due giorni dopo la dichiarazione di fine delle operazioni militari da parte del presidente Duterte.

Il conflitto di Marawi, iniziato il 23 maggio scorso, con l’ingresso dei militanti del gruppo Maute in città, si è protratto per più di 5 mesi divenendo la battaglia più lunga nella storia delle Filippine da dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il conflitto ha lasciato più di 353 mila persone sfollate e causato più di 1000 vittime, la maggior parte dei quali militanti e ribelli unitisi a loro.

L’aiuto della Cina è giunto, secondo Duterte, “quando il momento era critico e ne avevamo più bisogno e non c’è era nessun altro ad aiutarci”.

Le parole del Presidente delle Filippine non verranno accolte positivamente dagli Stati Uniti e dall’Australia che hanno fornito sostegno tecnico alle forze filippine fin dalle prime fasi del conflitto. Le truppe militari degli Usa non hanno partecipato direttamente agli scontri, ma hanno sostenuto le attività militari delle filippine e fornito aerei per la ricognizione.

Il premier cinese Li Keqiang ha affermato che il suo paese fornirà 150 milioni di renminbi (22,7 miliardi di dollari) per aiutare la ricostruzione di Marawi che è stata praticamente distrutta dal conflitto. Li Keqiang ha anche apprezzato l’impegno di Duterte nel mitigare le precedenti dispute tra Manila e Pechino – il riferimento celato è alla disputa territoriale sulle acque del Mar Cinese Meridionale – e lo ha ringraziato per aver condotto una visita ufficiale a Pechino che ha avuto il ruolo di “rompi ghiaccio” nei rapporti bilaterali.

L’analista strategico filippino Renato De Castro ha dichiarato che le informazioni fornite da Duterte a Li Keqiang non erano accurate, ma il loro scopo era quello di rafforzare la politica del presidente di avvicinamento e “apprezzamento totale” della Cina.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano di politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.