Israele rafforza le proprie difese

Pubblicato il 15 novembre 2017 alle 13:12 in Israele Medio Oriente

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Il Consiglio per gli affari politici e di sicurezza israeliano ha deciso di ampliare la portata dello schieramento delle batterie delle cupole di ferro in varie aree del Paese.

Martedì 14 novembre, al termine della propria riunione, il Consiglio ha stabilito l’ampliamento dello schieramento delle batterie nelle aree più densamente popolare “nel centro di Israele”. La batteria più grande verrà collocata nell’area di Tel Aviv. Si tratta di cupole di ferro che fanno parte di un sistema di difesa, sviluppato dall’industria israeliana Rafael Advanced Defense Systems (RAFAEL), in grado di intercettare razzi a media velocità. Il sistema era stato pensato come misura difensiva per proteggere Israele dagli attacchi provenienti dalla Striscia di Gaza, dalla Siria, dal Libano e dalla penisola del Sinai.

Lo stesso giorno, Israele ha annunciato che le forze israeliane hanno intensificato la loro presenza sul territorio, al confine con la Striscia di Gaza e hanno chiuso le strutture turistiche nell’area, oltre alla spiaggia di Zikim, situata nella zona meridionale del Paese.

La decisione, adottata mercoledì 15 novembre 2017, giunge dopo l’escalation di tensione tra Israele e la Striscia di Gaza, a seguito della distruzione, da parte delle forze israeliane, di un tunnel che collegava i due territori, avvenuta il 30 ottobre 2017. L’esplosione aveva causato la morte di 7 palestinesi e il ferimento di altri 12.

Israele teme attacchi a sorpresa da parte dei militanti dei gruppi palestinesi. Al fine di prepararsi a tale eventualità, domenica 12 novembre 2017, l’esercito israeliano aveva iniziato un’ampia esercitazione militare al confine con la Striscia di Gaza. Precedentemente, l’8 novembre, le autorità israeliane avevano dichiarato l’area situata vicino al confine con la Striscia di Gaza area militare chiusa, vietandone l’accesso ai civili.

Sabato 11 novembre 2017, il Coordinatore delle Attività del governo nei Territori, Yoav Mordechai, in un video postato su Youtube, aveva pubblicamente dichiarato che avrebbe ritenuto il leader del Movimento per il jihad islamico in Palestina, un gruppo militante palestinese, Ramadan Shalah, e il proprio vice, Ziad Nakhaleh, “responsabili” per qualsiasi attacco del gruppo contro Israele. Nel video, Mordechai aveva affermato che Israele è “consapevole del piano ordito dal Movimento per il jihad islamico in Palestina contro Israele” e aveva ammonito che “qualsiasi attacco del Movimento per il jihad islamico andrà incontro a una risposta forte e determinata di Israele, non soltanto contro il Movimento, ma anche contro Hamas”. Il giorno successivo, domenica 12 novembre, il Movimento aveva risposto affermando che le minacce israeliane contro i propri leader costituiscono un “atto di guerra” e giurando che avrebbe portato avanti i propri piani per vendicarsi contro Israele.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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