Guardia Costiera libica chiede maggiori aiuti all’UE

Pubblicato il 15 novembre 2017 alle 16:07 in Immigrazione Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Guardia Costiera libica ha chiesto all’Unione Europea di fornire un maggiore supporto per modernizzare la propria flotta “obsoleta”, mettendo in guardia che, altrimenti, le operazioni di salvataggio dei migranti nel Mediterraneo non potranno continuare correttamente nel 2018.

La notizia è stata riportata dal quotidiano The New Arab ad un giorno di distanza dalle accuse dell’Onu contro i patti sull’immigrazione conclusi tra l’UE e il governo di Tripoli, definiti dall’Alto rappresentante dei diritti umani, Zeid Ra’ad Al Hussei, “disumani”.

Il colonnello della Guardia Costiera libica, Abu Ajila Abdelbarri, ha spiegato che con l’inizio della prossima stazione migratoria, in primavera, le navi e l’equipaggiamento della marina libica potrebbe non essere più in grado di effettuare operazioni per salvare i migranti, o per evitare la partenza di imbarcazioni illegali dalle acque libiche. Alla luce di ciò, Abdelbarri ha chiesto all’Unione Europea di fornire nuove navi e di riparare quelle in possesso della Guardia Costiera di Tripoli. Allo stesso modo, il portavoce della marina libica, il generale Ayoub Qassem, ha domandato una cooperazione maggiore da parte dell’UE, criticando l’attività di salvataggio effettuata nel Mediterraneo dalle navi delle Ong. “Stiamo chiedendo aiuto ai Paesi, non a Ong che non conosciamo. Vogliamo che sia l’UE ad assisterci”, ha spiegato Qassem.

Le tensioni tra la Guardia Costiera libica e le Ong hanno raggiunto un momento di massima tensione lo scorso 8 novembre, quando sono morti 5 migranti, tra cui un neonato, in seguito al naufragio dell’imbarcazione sulla quale viaggiavano, al largo delle coste della Libia. Le operazioni di salvataggio sono state condotte sia dalla nave della Ong tedesca Sea-Watch, sia dagli ufficiali libici. Da una parte, l’Ong tedesca si è scagliata contro la Guardia Costiera libica, accusandola di aver aggravato la situazione dei migranti a bordo del barcone con il proprio “comportamento violento” nei confronti delle persone, e di aver riportato con la forza gli individui in Libia. Dall’altra parte, invece, la Marina libica ha sostenuto che la nave della Ong sarebbe giunta sul luogo dopo l’inizio delle operazioni di salvataggio da parte della Guardia Costiera libica, creando “caos e confusione”.

Secondo le stime dell’International Organization for Migration (IOM), dal primo gennaio al 12 novembre 2017, sono sbarcati in Europa 157,020 migranti, di cui 114,606 in Italia. Le morti nel Mediterraneo nello stesso periodo ammontano a 2,966. Nei mesi estivi del 2017 è stato riscontrato un calo del 75% nel numero delle partenze dalle coste della Libia rispetto allo stesso periodo del 2016, con una diminuzione delle morti del 60%.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.