Yemen: l’Arabia Saudita riapre gli accessi al Paese

Pubblicato il 14 novembre 2017 alle 6:03 in Medio Oriente Yemen

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L’Arabia Saudita ha dichiarato che la coalizione araba, a guida saudita, che combatte in Yemen riaprirà gli aeroporti e i porti, a causa della pressione delle organizzazioni umanitarie, che temono che il blocco possa condannare milioni di persone “a morire di fame”.

Il 6 novembre 2017, la coalizione aveva deciso di chiudere tutti gli accessi aerei, marittimi e di terra in Yemen, al fine di contrastare l’invio delle armi agli Houthi da parte dell’Iran. La decisione era stata presa dopo che, il giorno precedente, gli Houthi avevano lanciato un missile balistico contro l’aeroporto internazionale King Khaled, situato nella capitale saudita. Il razzo non aveva causato alcun danno, poiché era stato immediatamente dirottato e ridotto in frammenti in una zona disabitata a est di Riad. In tale occasione, la coalizione aveva accusato l’Iran di aver prodotto i missili utilizzati dai ribelli yemeniti e di fornire agli Houthi le armi che utilizzano nel conflitto.  Da parte sua, Teheran aveva descritto le accuse saudite come “ingiuste, irresponsabili, distruttive e provocatorie”.

In merito alla riapertura degli accessi allo Yemen, in un comunicato della coalizione, emanato lunedì 13 novembre, si legge: “Il primo passo in questo processo verrà fatto entro 24 ore e includerà la riapertura di tutti i porti nell’area” controllata dal governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale e sostenuto dalla coalizione araba.

La coalizione ha dichiarato che verranno riaperti i porti di Aden, Mocha e Mukalla, oltre ai porti situati nel territorio sotto il controllo degli Houthi, con particolare riferimento a quello di Hodeida, e ha chiesto alle Nazioni Uniti l’invio di un gruppo di esperti, al fine di discutere le modalità per evitare che gli accessi al Paese vengano utilizzati per il contrabbando di armi. In questo senso, la coalizione araba spera che la riapertura dei porti e degli aeroporti in Yemen “prevenga il contrabbando di armi, munizioni, parti di missili e denaro che vengono forniti regolarmente dall’Iran e dai suoi alleati ai ribelli Houthi”.

Lo Yemen è dilaniato dalla guerra civile dal 21 marzo 2015. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo zaidita sciita, che ha la propria base nella capitale Sana’a e che si è alleato con il presidente yemenita destituito Ali Abdullah Saleh. Dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, che hanno la propria base ad Aden. La coalizione araba a guida saudita, composta da Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti, è entrata nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, in sostegno del presidente Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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