Unione Europea chiede ad al-Hariri di rientrare il Libano

Pubblicato il 14 novembre 2017 alle 18:03 in Europa Libano

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Unione Europea ha chiesto il premier libanese, Saad al-Hariri, di ritornare in Libano, esortando tutte le forze politiche libanesi a concentrarsi sulle priorità interne e a evitare l’ingerenza dell’Arabia Saudita.

“Ci rivolgiamo a tutti gli attori politici del Libano, chiedendo di concentrarsi sui propri cittadini. Il primo ministro deve tornare nel Paese e continuare a governare per raggiungere la stabilità”, ha riferito l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea, Federica Mogherini, ai giornalisti, aggiungendo che “l’UE non si aspetta alcuna interferenza esterna, dal momento che è fondamentale non importare in Libano conflitti reginali”. Allo stesso modo, il ministro degli esteri francese, Jean-Yves Le Drian, ha chiesto agli altri Paesi mediorientali di non intervenire in Libano: “Per raggiungere una soluzione politica, è necessario che tutte le forze politiche abbiano la libertà di movimento”.

Sabato 4 novembre 2017, al-Hariri, carica dal 18 dicembre 2016, ha presentato le proprie dimissioni in diretta televisiva mentre si trovava in Arabia Saudita, spiegando che, a suo parere, era in atto una congiura segreta per attentare alla sua vita. Il premier si è altresì scagliato contro Hezbollah e l’alleato iraniano, accusandoli di seminare discordia nel mondo arabo. Dall’altra parte l’Iran ha immediatamente smentito tali indiscrezioni, e il segretario del partito politico di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha definito le dimissioni di al-Hariri “illegali”, in quanto presentate sotto la pressione delle autorità di Riad. Dal momento che il premier libanese, giunto in Arabia Saudita il 3 novembre, non è ancora rientrato in Libano, sono emerse indiscrezioni su un presunto sequestro da parte di Riad, che starebbe obbligando Hariri a rimanere nel regno. Tuttavia, il primo ministro libanese, il 12 novembre, ha dichiarato pubblicamente di non essere tenuto prigionieri dalle autorità saudite, e che presto tornerà in Libano per confermare le proprie dimissioni. “Qui nel regno dell’Arabia Saudita sono completamente libero, entro qualche giorno tornerò”, ha spiegato al-Hariri.

Le sue dimissioni hanno colto di sorpresa l’intera comunità internazionale, in quanto inaspettate. La paura dell’Unione Europea è che, adesso, il Libano possa trasformarsi in un terreno di scontro indiretto tra l’Iran e l’Arabia Saudita, principali rivali all’interno del panorama mediorientale. Ciò potrebbe avvenire in quanto Teheran, principale sostenitore di Hezbollah, potrebbe approfittarsi della situazione per estendere la propria influenza anche in Libano. Dall’altra parte, l’Arabia Saudita sostiene al-Hariri in quanto sunnita e, di conseguenza, ha interesse che Beirut non ricada sotto la completa influenza di Hezbollah e, quindi, dell’Iran.

Hezbollah che è un’organizzazione sciita libanese, fondata nel 1982, che ha sia un partito politico presente nel Parlamento, sia un’ala paramilitare. Gli USA la considerano un gruppo terroristico, senza effettuare la distinzione tra l’anima politica e l’anima militare; l’Unione Europea, al contrario, dal luglio 2013, considera un’entità terroristica soltanto l’ala militare. Il sistema politico del Libano prevede un assetto costituzionale per cui l’appartenenza religiosa è il principio ordinatore della rappresentanza politica. Più semplicemente, le più alte cariche dello Stato sono ricoperte da esponenti dei tre maggioranze religiose principali locali. Di conseguenza, il presidente Michel Aoun è un cristiano maronita, il primo ministro al-Hariri è un musulmano sciita e, infine, il presidente del Parlamento Nabih Berri è un musulmano sciita. La coalizione di Al-Hariri aveva riunito quasi tutti i principali partiti libanesi, compreso Hezbollah, alleato del presidente Aoun.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.