Israele – Palestina: sale la tensione al confine con Gaza

Pubblicato il 13 novembre 2017 alle 10:35 in Israele Medio Oriente

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L’esercito israeliano ha iniziato un’ampia esercitazione militare al confine con la Striscia di Gaza.

Le operazioni di addestramento sono iniziate domenica 12 novembre 2017, dopo che le autorità israeliane, l’8 novembre, avevano dichiarato l’area situata vicino al confine con la Striscia di Gaza area militare chiusa, vietandone l’accesso ai civili. Secondo quanto riferito dal portavoce dell’esercito israeliano, l’obiettivo dell’addestramento è quello di verificare che le milizie israeliane siano pronte ad affrontare qualsiasi stato di emergenza.

Israele teme attacchi a sorpresa da parte dei militanti di Hamas, in particolare dopo che, il 30 ottobre 2017, l’esercito israeliano aveva fatto esplodere un tunnel che collegava la Striscia di Gaza a Israele, causando la morte di 7 palestinesi e il ferimento di altri 12. Israele temeva che il tunnel costituisse un passaggio per i militanti di Hamas intenzionati a colpire il Paese. In tale occasione, un portavoce dell’unità delle Forze di difesa israeliane, che si è occupata della distruzione del tunnel, aveva giustificato l’azione di Israele, affermando che il passaggio sotterraneo avrebbe costituito “una violazione grave della sovranità di Israele”.

Le esercitazioni militari sono iniziate dopo che, domenica 12 novembre 2017, in occasione della riunione di Gabinetto settimanale, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, aveva ammonito i gruppi palestinesi che si trovano nella Striscia di Gaza di non compiere vendette contro Israele.

Nel suo discorso, Netanyahu aveva dichiarato: “Ci sono ancora coloro che giocano a provare nuovi attacchi contro Israele. Reagiremo energicamente contro chiunque tenti di attaccarci da qualsiasi parte. Intendo proprio tutti, le fazioni di ribelli, le organizzazioni, tutti” e ha aggiunto: “In ogni caso, riteniamo Hamas responsabile per qualsiasi attacco contro di noi, sia che provenga dalla Striscia di Gaza sia che vi sia stato organizzato”. Secondo quanto riferito dal quotidiano The New Arab, le dichiarazioni del premier israeliano sarebbero giunte in risposta alle minacce espresse dal Movimento per il jihad islamico in Palestina, un gruppo militante palestinese, che, precedentemente, aveva dichiarato che avrebbe colpito Israele a causa della distruzione del tunnel.

Stando a quanto riportato da Al-Jazeera in lingua araba, il Movimento avrebbe risposto alle minacce israeliane affermando di non esserne spaventato e le avrebbe descritte come: “Una dichiarazione di guerra a cui risponderemo”.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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