Il Belgio e il terrorismo

Pubblicato il 12 novembre 2017 alle 6:01 in Approfondimenti Belgio

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Il Belgio ha una popolazione superiore a 11 milioni, il cui 5-7% è di religione musulmana. Secondo le stime del Soufan Group, entro la fine del 2015, circa 470 foreign figthers belgi sono partiti per la Siria e l’Iraq per arruolarsi tra le fila dello Stato Islamico, facendo diventare il Belgio il quarto Stato dell’Unione Europea, dopo la Francia, la Germania e il Regno Unito, per numero di combattenti stranieri. Dei 470 individui che hanno raggiunto l’ISIS in Medio Oriente, circa 118 sarebbero rientrati in Patria.

Nel 2017, il Belgio è stato teatro di attacchi terroristici di minore entità rispetto a quelli dell’anno precedente. Il primo si è verificato il 20 giugno scorso, quando il 36enne marocchino Oussama Z. è stato abbattuto dalle forze di sicurezza belghe nella Gare Centrale di Bruxelles, dopo aver cercato di innescare un’esplosione, inneggiando al jihad. Nessuno è stato ferito e la stazione non ha subito alcun danno. L’uomo viveva nel distretto di Molenbeek della capitale belga, e aveva assemblato da solo l’ordigno che, secondo la polizia, avrebbe causato un’esplosione di piccola entità. Il secondo attacco è avvenuto il 25 agosto 2017, quando il 30enne somalo Haashi Ayaanle ha accoltellato 2 soldati nel centro di Bruxelles, nelle vicinanze del Grand Place.

Nonostante i due incidenti non abbiano causato vittime, l’attenzione delle autorità belga e della comunità internazionale è tornata a focalizzarsi sull’attività terroristica di matrice jihadista in Belgio. Dalla fine del marzo 2016, il Belgio vive in uno stato di massima allerta per via degli attacchi terroristici subiti. La mattina del 22 marzo dell’anno scorso, tre attentati suicidi coordinati hanno avuto luogo a Bruxelles, due dei quali presso l’aeroporto internazionale di Zaventem e uno presso la stazione metropolitana di Maalbeek. Sono morte complessivamente 35 persone, compresi i tre attentatori, mentre circa 300 civili sono rimasti feriti. L’attacco è stato rivendicato dall’ISIS. Il 6 agosto 2016, 2 poliziotti sono stati feriti a Charleroi a colpi di machete da un attentatore che è stato ucciso dal fuoco di un altro agente. Infine, il 5 ottobre, due ufficiali delle forze di sicurezza sono stati feriti in un altro attacco con arma bianca a Schaerbeek. L’attentatore, ancora una volta, è stato neutralizzato da un poliziotto.

Secondo quanto riportato dal Country Report on Terrorism 2016 del governo americano, dal 22 marzo 2016, le autorità belghe hanno iniziato a elaborare una lista di riforme per migliorare le proprie capacità investigative, al fine di prevenire futuri attacchi terroristici. Nonostante siano stati stanziati 400 milioni di euro per le operazioni anti-terrorismo, il Belgio è ostacolato da una serie di vincoli istituzionali, legati alla struttura di governo decentralizzata che rende difficile la condivisione di informazioni e la collaborazione tra i vari organi di sicurezza. Delle 30 misure antiterrorismo proposte dalle autorità di Bruxelles a partire dal gennaio 2015, soltanto 18 sono state adottate, mentre altre 9 sono state parzialmente messe in atto. Di queste, 3 sono oggetto di esame in seno al Parlamento belga, altre 3 non prevedono un’azione legislativa per la loro adozione, 2 stanno subendo una revisione amministrativa, mentre una ha riscontrato alcuni problemi della stessa natura. Tuttavia, nel corso di tutto il 2016, il Belgio ha rafforzato gli sforzi nel cercare di sventare, prevenire e punire qualsiasi atto di terrorismo, portando avanti una stretta collaborazione con gli Stati Uniti.

I principali attori antiterrorismo del Belgio sono costituiti dal corpo della Polizia Federale Belga (BFP), il Servizio di Intelligence Civile e Militare, l’Ufficio del procuratore Federale e l’Unità di Crisi. Per di più, l’attività dell’inter-agenzia dell’Unità Coordinativa per l’Analisi delle Minacce gioca un ruolo particolarmente importante nel determinare l’entità di rischio, soprattutto legato ai foreign fighters rientrati nel Paese. Il Consiglio nazionale per la Sicurezza è una parte importante della struttura di intelligence del Belgio, la quale, nel corso del 2016, ha sventato una serie di attacchi terroristici. Il 22 aprile dello stesso anno, è stata creata una Squadra Investigatici Congiunta (JIT) tra la polizia federale belga e il corpo di investigazioni federale statunitense, che è stata riformata nel mese di ottobre. Il suo obiettivo è quello di velocizzare la condivisione di informazioni di intelligence tra le forze dell’ordine locali e gli Stati Uniti, al fine di prevenire futuri attacchi terroristici e per meglio identificare le eventuali minacce. L’attività della Squadra Investigativa Congiunta, finora, ha portato all’arresto di diversi individui.

Le forze di sicurezza belghe hanno diversi impedimenti per mettere in atto sforzi più efficaci contro il terrorismo poiché, in seguito ai processi dei sospettai, sono previste pene troppo leggere, e non è altresì possibile consultare determinate fonti per effettuare una raccolta attiva di informazioni a fini investigativi. Il Belgio sta ultimando la codificazione della direttiva Passenger Name Record (PNR) dell’Unione europea (UE) nella legislazione antiterrorismo belga. Una volta approvato dal Parlamento, la legislazione dovrà essere pubblicata nella rivista ufficiale e poi trasformata in decreto regionale. In linea con la Risoluzione 2178 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu relativa ai foreign fighters, Bruxelles ha adottato un approccio volto a identificare, sventare e limitare la loro minaccia, creando un database centralizzato per permettere alle forze di sicurezza di condividere le identità dei sospettati in tutti il Paese. Alla fine dell’anno passato, tale database conteneva circa 800 nomi.

In materia di contrasto al finanziamento del terrorismo, il Belgio è un membro della Financial Action Task Force (FTAF), e possiede un’unità di intelligence finanziaria che fa parte dell’Egmont Group of Financial Intelligence Units, chiamata Cellule de Traitement des Informations Financieres (CTIF). Quest’ultima ha il compito di elaborare e compiere indagini circa i crimini finanziari, tra cui il riciclaggio di denaro e il finanziamento al terrorismo. I trasferimenti di soldi e altre transazioni economiche vengono controllate regolarmente.

Le autorità di Bruxelles considerano l’estremismo violento un fenomeno complesso e guidato da fattori politici, sociali e personali, tra cui la polarizzazione etnica o religiosa di gruppi all’interno della società belga, la propaganda terroristica, le ideologie anti-occidentali, le discriminazioni verso i musulmani, la guerra in Siria e una distribuzione ineguale di istruzione e opportunità lavorative, attività criminali e problemi psichici. Il piano per contrastare la radicalizzazione in Belgio mira a identificare tutte quelle persone che si trovano nelle fasi iniziali di tale processo. Tale strategia è stata incorporata all’interno delle prassi della polizia e delle forze di sicurezza, sia a livello regionale, sia a livello federale. Per di più, il Belgio ha messo in atto diversi sforzi volti a ridurre la criminalità e a ridurre la polarizzazione sociale. In particolare, il Ministero degli Interni ha lanciato il Canal Plan, un’iniziativa volta ad accrescere i controlli di polizia in aree del Belgio maggiormente a rischio di diffusione della radicalizzazione. Per di più, al fine di contrastare le attività dei foreign fighters, Bruxelles ha creato una task force locale incaricata di mettere in sicurezza le aree urbane. All’interno delle carceri, i condannati per terrorismo vengono sottoposti a processi di de-radicalizzazione.

Infine, nell’ambito della cooperazione internazionale e regionale, il Belgio è un membro attivo della Coalizione Globale a guida americana che bombarda l’ISIS in Siria e in Iraq. Bruxelles ha infatti messo a disposizione 6 jet F-16 per le operazioni aeree nei due Paesi mediorientali, in cooperazione con l’Olanda, e le sue forze speciali addestrano le forze di sicurezza irachene. Il Belgio è altresì un membro dell’Unione Europea, della NATO e di diversi altri organi regionali dedicati alla sicurezza e alla cooperazione.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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