Accoglienza dei migranti: 2017 anno all’insegna delle risposte strutturali

Pubblicato il 11 novembre 2017 alle 6:25 in Immigrazione Italia

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Secondo quanto riferito dalla “Relazione sulla tutela della salute dei migranti e della popolazione residente”, il 2017 è stato un anno di svolta in ambito dell’accoglienza dei migranti.

Il documento, elaborato dalla commissione di inchiesta della Camera incaricata di sulle condizioni dei migranti all’interno dei centri spiega che, dopo anni molto duri caratterizzati da una situazione di emergenza perenne, il 2017 è stato all’insegna delle risposte strutturali. La responsabile del dipartimento per l’immigrazione, Gerarda Pantalone, ha spiegato: “Dopo anni in cui abbiamo agito all’istante, adesso ci siamo organizzati e, grazie a una forte collaborazione tra tutte le istituzioni e il mondo dell’associazionismo e del volontariato, oggi non c’è più la parola emergenza”. La Pantalone ha aggiunto che, nel corso del 2017, è stata creata l’ossatura di un sistema di accoglienza basato su tre assi normativi lanciati dal ministro dell’Interno, Marco Minniti. Il primo asse è stato la velocizzazione dei tempi di ospitalità nei centri e sull’effettività dei rimpatri; il secondo è stato l’accordo con l’Anci per la realizzazione della rete per il sistema di protezione per i rifugiati e i richiedenti asilo; il terzo asse, infine, è stato il Piano nazionale d’integrazione per i titolati di protezione internazionale. Il 2017, ha continuato la Pantalone, è stato altresì importante per la standardizzazione dei servizi di accoglienza dei migranti, che dovrà essere estero a tutte le regioni italiane.

Il presidente della commissione d’inchiesta che ha presentato la relazione sulla tutela della salute dei migranti e della popolazione residente, Federico Gelli, ha assicurato che “nel nostro Paese non c’è stata alcuna invasione”. Secondo le stime presenti nel documento, negli ultimi quattro anni sono sbarcati in Italia 616,930 persone ma, dal 27 ottobre 2017, sono presenti sul territorio nazionale 190,719 immigrati, che rappresentano un calo del 30% rispetto alla stessa data del 2016.

Nelle conclusioni, la relazione propone alcune iniziative al fine di migliorare e tutelare ulteriormente la salute dei migranti, quali la creazione di un passaporto digitale sanitario, un archivio delle fragilità sulla salute, la velocizzazione delle pratiche per accedere ai servizi sanitari e l’impiego di mediatori culturali per una comunicazione migliore con i migranti.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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