Turchia: arrestati 165 militanti dell’ISIS

Pubblicato il 10 novembre 2017 alle 10:26 in Medio Oriente Turchia

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La polizia turca ha arrestato 165 persone, sospettate di avere legami con lo Stato Islamico e ha emesso 245 mandati d’arresto ad Ankara e nella provincia circostante.

Secondo quanto riferito dal quotidiano turco Hurriyet Daily News, i 165 sospettati sono stati arrestati in operazioni condotte simultaneamente in 250 luoghi, situati nei distretti di Sincan, Etimesgut e Cubuk.

Giovedì 9 novembre 2017, 1500 ufficiali della polizia hanno preso parte alle operazioni, che si sono svolte nella provincia di Ankara, e hanno fatto irruzione in 250 abitazioni. Durante i raid sono stati confiscati alcuni documenti e materiali legati all’organizzazione, ma, al momento, non sono stati rivelati ulteriori dettagli.

Secondo quanto ha riferito la televisione privata turca CNNTurk, nel nord-ovest della città di Bursa, il ramo anti terrorismo della polizia di Ankara ha arrestato altre 27 persone, sospettate di avere legami con lo Stato Islamico, tra queste vi sono alcuni cittadini siriani. I sospettati sono stati fermati in operazioni simultanee lanciate nei distretti di Osmangazi e Yildirim, dopo l’emissione dei mandati d’arresto.

Il giorno precedente, mercoledì 8 novembre 2017, altri 4 individui, sospettati di avere legami con l’ISIS, erano stati arrestati nella provincia di Kayseri. L’operazione era stata lanciata dopo che un iracheno, Abdulkhaleq Abdulqader Ali, era entrato illegalmente in Turchia dalla Siria, circa 20 giorni prima dell’arresto. L’uomo era noto per aver ucciso il fratello “dopo aver ricevuto l’ordine dal gruppo jihadista”, a causa dell’opposizione del fratello alle idee dell’ISIS. Dopo aver commesso il fratricidio, Abdulqader Ali aveva condiviso sui social media il filmato dell’esecuzione, per motivi di propaganda. La polizia aveva arrestato Abdulqader Ali e altri tre persone che erano con lui, a causa dei loro legami con il sospettato.

Dall’agosto 2016, la polizia di Istanbul ha condotto più di 100 operazioni e arrestato circa 1000 sospettati. Nel corso degli ultimi mesi, in seguito alla progressiva sconfitta dell’ISIS in Siria e in Iraq, la Turchia ha potenziato le misure di sicurezza per eliminare le cellule terroristiche all’interno dei propri confini. Fino al 2015 la Turchia era stato il principale luogo di transito dei foreign fighters diretti in Siria. A partire dal marzo dello stesso anno, si era unita alla campagna militare contro l’ISIS permettendo agli aerei americani, dal 23 luglio 2015, di decollare dalle basi militari di Incirlich e Diyarbakir, nel sud del Paese, per colpire le postazioni dei terroristi. Nell’agosto 2015, le truppe turche erano addirittura sconfinate in Siria, scacciando i militanti dello Stato Islamico dai confini con la Turchia e spingendoli a sud, verso la roccaforte dello Stato Islamico di Al-Bab, nel governatorato di Aleppo, strappata ai jihadisti. Secondo gli analisti, in seguito alle numerose sconfitte subite, l’ISIS è stato costretto a cambiare la propria strategia e le proprie tattiche e si starebbe trasformando da un’organizzazione di insorti a un gruppo terroristico. La conseguenza di questa transizione potrebbe essere un uso della violenza meno concentrata e più sparpagliata.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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