Donald Trump partecipa al summit dell’APEC in Vietnam

Pubblicato il 10 novembre 2017 alle 11:28 in USA e Canada Vietnam

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Il presidente Donald Trump è giunto in Vietnam, quarta tappa del tour in Asia, dove parteciperà al summit dell’Asia-Pacific Economic Cooperation (APEC) a Danang, il 10 e l’11 novembre. Si tratta della prima visita ufficiale di Trump nel Paese asiatico.

L’obiettivo dei meeting è quello di dialogare sulla cooperazione economica regionale, al fine di trovare una soluzione per creare una zona economica di libero scambio nell’area pacifico-asiatica, in seguito al ritiro degli USA dall’accordo commerciale Trans-Pacific Partnership (TPP), avvenuta nel gennaio 2017. L’obiettivo del TTP, concluso tra USA, Canada, e altre 10, quali Australia, Brunei, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore e Vietnam, era quello di stabilire il libero commercio per un’ampia gamma di prodotti, alimentari e non.

L’intervento di Trump a margine del summit dell’APEC, il 10 novembre, è stato ricco di riferimenti storici e di elogi verso i Paesi presenti. “L’America è orgogliosa di essere un membro di una comunità di nazioni che affacciano sul Pacifico. Siamo amici, partner e alleati da lungo tempo”, ha affermato il presidente. Riguardo al commercio, Trump ha assunto un tono più duro, specificando che metterà sempre l’America al primo posto. “Per molti anni abbiamo aperto la nostra economia ad alcune condizioni ma, mentre noi abbiamo abbassato le barriere, altri Paesi non ci hanno aperto i loro mercati”, ha spiegato. Come affermato il giorno precedente a Pechino, il leader americano ha imputato gli sbilanci commerciali alle amministrazioni americane precedenti: “Non biasimo la Cina per essersi avvantaggiata a sfavore degli Stati Uniti, ha fatto solo il suo lavoro, tuttavia, non permetteremo più che ciò accada”. In conclusione, Trump ha affermato che il futuro della regione dipende “dal mantenimento della libertà di navigazione e di sorvolo, insieme all’apertura delle rotte commerciali”. Nonostante l’intervento sia stato focalizzato sul commercio, Trump ha fatto riferimento alla crisi con la Corea del Nord, invitando la comunità internazionale a prendere coscienza della minaccia esercitata dal regime di Pyongyang, e di mettere in atto misure ancora più stringenti contro Kimk Jong-un, al fine di limitare lo sviluppo del suo programma nucleare e missilistico.

Riguardo alle relazioni bilaterali tra gli Stati Uniti e il Vietnam, dall’amministrazione Clinton, i due Paesi intrattengono rapporti amichevoli, definendosi “alleati chiave”. Nel 2000, Bill Clinton fu il primo presidente americano a visitare il Vietnam dalla fine del conflitto, avvenuta nel 1975. Successivamente, nel 2015, Barack Obama incontrò il segretario del Partico Comunista vietnamita, Ngueyen Phu Trong, al fine di accrescere la cooperazione in ambito strategico. Lo scorso 31 maggio, il primo ministro vietnamita, Xuan Phuc, ha effettuato una visita ufficiale a Washington per discutere con Trump su diverse questioni di interesse comune, tra cui lo sviluppo e i rapporti commerciali. Aaron Connelly, del Lowy Institute, ha spiegato alla CNN che il progressivo avvicinamento tra USA e Vietnam, una volta rivali, sta irritando la Cina, con cui persistono tensioni per via di dispute territoriali nel Mar Cinese Meridionale con le autorità di Hanoi. Pechino rivendica il controllo di una porzione di coste pari a 1,000 miglia, che comprende aree ricche di risorse, reclamate dal Vietnam. “Nel corso dei decenni passati, il Vietnam è sempre riuscito a mantenere la propria indipendenza dalla Cina, andandone fiero. Per le autorità di Hanoi, avere un partner come gli USA è fondamentale perché, a loro avviso, potrà aiutarli nello sviluppo delle capacità marittime”, ha concluso Connelly.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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