Xi Jinping: Usa e Cina possono solo collaborare

Pubblicato il 9 novembre 2017 alle 16:02 in Asia Cina

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L’unica scelta possibile per la Cina e gli Stati Uniti è la cooperazione basata sul mutuo vantaggio e rivolta al futuro. Questo è il messaggio che il presidente della Cina, Xi Jinping, ha voluto trasmettere durante gli incontri ufficiali con la sua controparte degli Stati Uniti, Donald Trump.

Il presidente Trump è giunto a Pechino nel pomeriggio di mercoledì 8 novembre e, dopo una giornata di colloqui ufficiali con i leader cinesi, partirà alla volta del Vietnam per partecipare al vertice dell’Apec, venerdì 10 novembre. La visita del presidente Usa in Asia è iniziata domenica 5 novembre e ha visto come prime due tappe il Giappone e la Corea del Sud.

Cina e Usa dovranno rafforzare la loro cooperazione a tutti i livelli e sviluppare al massimo il dialogo tra i loro vertici. Per farlo, Xi Jinping e Trump hanno deciso di rinnovare i 4 meccanismi di dialogo di alto livello che sono rispettivamente in materia di sicurezza e diplomazia, di cooperazione economica globale, di società e incontri tra persone e di legislazione e sicurezza cibernetica. I due presidenti hanno ascoltato le relazioni dei portavoce dei quattro gruppi di dialogo e partecipato attivamente allo scambio di opinioni. La costituzione dei quattro meccanismi di dialogo di alto livello è stata stabilita da Xi Jinping e Trump durante il loro incontro di aprile alla residenza Mira-a-Lago di Trump in Florida.

Il presidente della Cina ritiene che i rapporti tra il suo paese e gli Stati Uniti si trovino in un momento in cui una nuova fase storica sta iniziando. Si tratta di un momento in cui la Cina è pronta – sulla base del rispetto reciproco dei mutui interessi – a massimizzare la cooperazione e a gestire le differenze, “per il bene non solo dei cittadini dei due paesi, ma per il mondo intero”.

Secondo Xi Jinping, tra i quattro meccanismi di dialogo, il più importante è quello in ambito di diplomazia e sicurezza, che mostra il livello di fiducia reciproca raggiunto dai due paesi. Tra le questioni di politica estera più delicate tra Usa e Cina la più importante è l’isola di Taiwan. Xi Jinping è stato molto chiaro nel ribadire che il principio “una Sola Cina”, alla base dei rapporti diplomatici sino-americani, deve essere rispettato se gli Usa vogliono evitare di “disturbare l’andamento delle relazioni bilaterali tra i due paesi”. Il principio “una Sola Cina” stabilisce che Taiwan è una parte integrante della Cina e che esiste un solo governo legittimo per tutto il popolo cinese ed è quello di Pechino. Questa affermazione viene accettata da tutti i paesi che decidono di istituire le relazioni diplomatiche ufficiali con la Cina. Taiwan gode, di fatto, dal 1949 di un governo indipendente democraticamente eletto e ha sempre goduto del supporto sia economico che militare degli Stati Uniti. Donald Trump, appena eletto, ha irritato la Cina accettando la telefonata di congratulazioni della leader di Taiwan, Tsai Ing-wen.

“Il Pacifico è abbastanza grande per contenere sia la Cina che gli Stati Uniti”, ha dichiarato Xi Jinping, ribadendo l’importanza della cooperazione nell’Asia-Pacifico, perché gli interessi comuni per Usa e Cina nel Pacifico superano di gran lunga le divisioni. Il riferimento del presidente cinese sembra essere alla nuova denominazione che l’amministrazione Trump ha coniato per la sua strategia asiatica, quella di “Indo-Pacifico” al posto di “Asia-Pacifico”, per sottolineare l’importanza della crescita dell’India e, di conseguenza, marginalizzare la posizione della Cina nella regione.

In merito ai rapporti commerciali bilaterali, Xi Jinping ha dichiarato che sono sostanzialmente basati sul mutuo vantaggio e che, sulla scia di quanto stabilito dal XIX Congresso del Partito Comunista Cinese – il cui incontro quinquennale si è tenuto dal 18 al 24 ottobre 2017 – la Cina sta entrando in una fase di apertura e di sviluppo economico in cui la liberalizzazione di commercio e investimenti sarà sempre maggiore. Per ridurre il deficit commerciale degli Usa nei confronti della Cina, Xi Jinping ha proposto la creazione di un piano d’azione per la cooperazione economico-commerciale sino-americana. Il presidente cinese ritiene necessaria una maggiore sinergia dal punto di vista delle politiche macroeconomiche e un ampliamento della cooperazione in ambito di energia e infrastrutture sotto l’egida del progetto Belt and Road. Xi Jinping ha anche promesso che Pechino aumenterà le importazioni di prodotti americani.

Altri ambiti in cui la cooperazione sino-americana deve essere ampliata, secondo Xi Jinping, sono quello della cyber-security, quello della lotta alla corruzione, al narcotraffico, all’immigrazione clandestina e alle reti criminali informatiche, nonché al terrorismo cibernetico.

In merito alla denuclearizzazione della penisola coreana, secondo quanto riportato dal Ministero degli Esteri di Pechino, i due leader hanno enfatizzato che il ritorno al dialogo negoziale è la via definitiva per risolvere la questione del programma missilistico e nucleare della Corea del Nord ed è un obiettivo comune di Cina e Stati Uniti. Donald Trump è giunto a Pechino dopo aver rafforzato la sua alleanza con Giappone e Corea del Sud per affrontare la Corea del Nord, che ha realizzato una lunga serie di test nucleari e missilistici in violazione delle risoluzioni e delle sanzioni disposte dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Trump ha suggerito al Giappone di dotarsi di armi nucleari per meglio difendersi e, parlando da Seoul, ha chiesto a Pyongyang di non sottovalutare gli Stati Uniti e la loro capacità di difendere se stessi e i propri alleati. La Cina, principale alleato storico della Corea del Nord, ha appoggiato le risoluzioni dell’Onu, ma continua a chiedere agli Usa di mettere fine alle esercitazioni militari congiunte con Seoul nelle acque vicine alla penisola coreana, come premessa per il ritorno al tavolo negoziale.

Alla fine degli incontri bilaterali, Trump e Xi Jinping hanno presenziato alla firma di una serie di contratti di investimento e collaborazione tra aziende cinesi e americane per un valore di 250 miliardi di dollari. Le cooperazioni si concentrano in settori come l’energia, il manifatturiero, l’agricoltura, l’aerospazio, l’energia elettrica e l’automotive.

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di Redazione

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