UE: Maggiore collaborazione con Ucraina, Georgia e Moldavia

Pubblicato il 9 novembre 2017 alle 7:09 in Europa Ucraina

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L’UE ha proposto nuove strategie per rafforzare le proprie relazioni con l’Ucraina, la Georgia e la Moldavia, in vista del vertice del 24 novembre 2017 del partenariato orientale, lo strumento avviato nel 2009 per migliorare la collaborazione con i Paesi che confinano ad est con l’Unione.

Tali Paesi, spiega il report, stanno lavorando sodo per rafforzare ulteriormente le connessioni con l’Unione Europea, nonostante la forte opposizione della Russia. Ucraina, Georgia e Moldavia hanno già avviato meccanismi di cooperazione con l’UE, tramite accordi di libera circolazione e di libero commercio.

Tuttavia, un nuovo report del Parlamento europeo chiede che tali meccanismi vengano aggiornati, al fine di rafforzare e migliorare la collaborazione.

La necessità di introdurre nuove misure è dovuta al fatto che dal momento dell’avvio del partenariato, il contesto politico è cambiato radicalmente, come ha sottolineato la parlamentare europea e autrice del report, Laima Andrikiene. Nello specifico, “i cambiamenti sono dovuti all’aggressione militare della Russia contro l’Ucraina nel 2014, l’annessione della Crimea e la continua occupazione dell’Ucraina orientale da parte dei filo-russi, così come i conflitti ancora non risolti, in Moldavia e Georgia, che vengono influenzati dal Cremlino”.

Le principali raccomandazioni fatte dal Parlamento europeo in merito a tali cambiamenti sono tre. La prima raccomandazione è la creazione di un fondo fiduciario per l’Ucraina, la Georgia e la Moldavia, al fine di fornire una risposta europea rapida e flessibile in situazioni di crisi e di post-crisi. Il fondo andrebbe a raccogliere risorse da donatori pubblici e privati indirizzandoli verso progetti tesi a migliorare le strutture socioeconomiche.

La seconda raccomandazione riguarda un maggiore supporto per le riforme economiche in Ucraina, Moldavia e Georgia, al fine di migliorare la cooperazione già esistente. Così facendo, i tre Paesi potrebbero accedere alle unioni energetiche o doganali.

La terza raccomandazione fatta dal Parlamento è di fare pressione sulla Russia per porre fine ai conflitti ancora irrisolti nei territori dei Paesi interessati. Questo è particolarmente rilevante dal momento che le sanzioni europee verso la Russia verranno rivalutate nel gennaio 2018.

L’obiettivo di tali misure, ha spiegato il parlamentare tedesco e tra gli autori del report, Knut Fleckenstein, “è quello di creare fiducia e cooperazione tra tutti i partner al fine di raggiungere benefici concreti per i cittadini”. I principali benefici di una nuova cooperazione sono tre. Il primo sarebbe il rispetto per le libertà fondamentali. Il secondo beneficio ottenibile sarebbe il miglioramento delle condizioni di vita e delle prospettive per il futuro. Il terzo beneficio di tali cambiamenti sarebbe la facilitazione dei contatti interpersonali.

Il report è stato già adottato dalla commissione Affari Esteri del Parlamento europeo e verrà votato dai membri parlamentari durante la sessione plenaria del mese di novembre, che si svolgerà a Strasburgo.

La proposta della Commissione Affari Esteri verrà poi presentata al Consiglio europeo, in vista del prossimo vertice del partenariato orientale che si terrà il 24 novembre 2017. In merito alla questione, la Andrikiene ha dichiarato: “Dobbiamo garantire che i risultati del vertice siano concreti e dedicati a investimenti di lungo termine e al benessere dei cittadini dei Paesi interessati. Il supporto europeo per le riforme economiche è di grande importanza per i cittadini”.

Il partenariato orientale è lo strumento di collaborazione, avviato nel 2009, tra l’UE e i Paesi che si trovano sul confine orientale dell’Unione, ovvero l’Ucraina, la Georgia, la Moldavia, l’Armenia, l’Azerbaijan e la Bielorussia.

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di Redazione

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