Siria: vittoria contro lo Stato Islamico

Pubblicato il 9 novembre 2017 alle 15:05 in Medio Oriente Siria

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Le forze del regime di Bashar Al-Assad, sostenute dai propri alleati, hanno liberato Albu Kamal l’ultima grande città sotto il controllo dello Stato Islamico in Siria. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters, si tratta della definitiva sconfitta dello Stato Islamico in Siria.

Mercoledì 8 novembre 2017, le forze del regime avevano lanciato un’operazione per allontanare i militanti dell’ISIS dalla città, riuscendo poi a prenderne il completo controllo. Albu Kamal si trova nel governatorato di Deir Ezzor, un territorio ricco di petrolio, ed è situata sulla riva occidentale del fiume Eufrate, al confine tra Siria e Iraq.

Dopo la liberazione di Raqqa, avvenuta il 17 ottobre 2017, e di Deir Ezzor, il 3 novembre 2017, Albu Kamal costituiva l’ultimo grande centro urbano ancora sotto il controllo dello Stato Islamico. Un comandante dell’alleanza militare che sostiene le truppe del presidente siriano, Bashar Al-Assad, ha dichiarato: “L’ultima roccaforte dell’ISIS, Albu kamal, è libera dall’organizzazione” e ha aggiunto che Hezbollah è stata “il pilastro della battaglia di Albu Kamal”. Anche le Forze di mobilitazione popolare irachene hanno svolto un ruolo di primo piano nella liberazione della città, combattendo dal lato iracheno.

Nonostante l’esercito del regime stia ancora combattendo nelle aree desertiche vicine ad Albu Kamal, la liberazione della città, ultima roccaforte dello Stato Islamico in Siria, pone fine all’epoca dell’ISIS nel Paese, dopo tre anni di occupazione. Subito dopo la liberazione della città, un comandante delle truppe fedeli ad Al-Assad ha dichiarato che l’evento segnerebbe “la caduta del progetto dell’organizzazione terroristica dell’ISIS nella regione”.

Non è ancora noto il destino degli ultimi capi dell’organizzazione. La maggior parte dei militanti che combattevano nell’area sulle rive dell’Eufrate hanno preferito arrendersi o fuggire, piuttosto che afforntare le truppe siriane. In merito al califfo dello Stato Islamico, l’ultima apparizione di Al-Baghdadi risale al 7 novembre 2017, quando sarebbe fuggito dalla città di Rawa, in Iraq, nella quale si stava nascondendo, per recarsi in Siria, a bordo di un taxi giallo.

Nel frattempo la battaglia continua nelle zone irachene al confine con la Siria, le ultime aree ancora sotto il controllo dello Stato Islamico. Lo stesso giorno in cui è stata liberata la città di Albu Kamal, mercoledì 8 novembre 2017, le truppe irachene hanno lanciato un’offensiva contro Rumana, un sotto distretto di Al-Qaim, situato a nord della città, che era stata liberata il 3 novembre 2017.

Gli scontri nella città di Albu Kamal hanno causato, nelle ultime settimane, lo sfollamento di circa 120 mila civili, secondo quanto riferito dall’Ufficio di coordinamento per gli affari umanitari delle Nazioni Unite di Damasco.

La sconfitta dell’ISIS a livello territoriale non comporta, tuttavia, la fine dell’organizzazione. Nell’ultimo periodo, in seguito alle numerose sconfitte subite, l’ISIS è stato costretto a cambiare la propria strategia e le proprie tattiche e si starebbe preparando in modo proattivo alla prossima fase del conflitto. In sintesi, lo Stato Islamico si sta trasformando da un’organizzazione di insorti a un gruppo terroristico. La conseguenza di questa transizione potrebbe essere un uso della violenza meno concentrata e più sparpagliata. Si tratterebbe di una fase in cui le operazioni dell’organizzazione potrebbero basarsi sulle classiche tattiche della guerriglia, come cecchini, imboscate, autobombe e assassini. Dopo aver perso il proprio territorio, inoltre, il gruppo potrebbe continuare a operare clandestinamente nelle aree desertiche della Siria orientale e dell’Iraq occidentale.

Con la definitiva sconfitta dell’ISIS in Siria anche la guerra civile entrerà in una nuova fase. Negli ultimi mesi, il governo del presidente Bashar Al-Assad ha consolidato la sua presenza nella metà occidentale del Paese, mentre le Syrian Democratic Forces, sostenute dagli Stati Uniti, si sono rafforzate nella parte orientale. Finora, le campagne militari delle due parti impegnate nella guerra in Siria sono rimaste distinte, tuttavia, mano a mano che l’ISIS sarà costretto ad abbandonare il territorio, le forze del regime e quelle sostenute dagli Stati Uniti tenderanno a convergere verso le stesse aree. La situazione sta cambiando molto velocemente e le frizioni tra le due parti potrebbero emergere soprattutto nella Siria orientale. Da un lato, il presidente Al-Assad, con l’aiuto dei suoi sostenitori, Russia e Iran, sta progettando il modo per entrare nelle zone che ancora non sono sotto il suo controllo. Dall’altro, Washington dovrà decidere se e quando ritirarsi dal territorio.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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