Iran: Rouhani respinge le accuse dell’Arabia Saudita

Pubblicato il 9 novembre 2017 alle 10:30 in Iran Medio Oriente

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Gli attacchi missilistici degli Houthi contro l’Arabia Saudita sono una reazione nei confronti “dell’aggressione saudita”, è quanto ha affermato il presidente iraniano, Hassan Rouhani.

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim, durante una riunione di Gabinetto, mercoledì 8 novembre 2017, Rouhani avrebbe affermato: “Come dovrebbe reagire il popolo yemenita al bombardamento del Paese? Non gli è permesso utilizzare le loro armi? Prima interrompete i bombardamenti e vedete se gli yemeniti faranno lo stesso” e ha aggiunto che l’Arabia Saudita ha commesso un “errore strategico e di valutazione” nel considerare gli Stati Uniti e Israele come amici e l’Iran come un nemico.

Il presidente ha altresì criticato gli ufficiali sauditi per aver cercato di causare problemi agli altri e per aver diffuso dichiarazioni ostili contro le altre nazioni della regione, “al posto di provare a sistemare i propri problemi interni”. Rouhani fa riferimento al fatto che, domenica 5 novembre 2017, il re saudita, Mohammed Salman, aveva ordinato l’arresto di 11 principi e di 38 tra ex ministri, ex vice ministri e uomini d’affari, nell’ambito di un blitz anticorruzione.  

Durante l’incontro, Rouhani ha criticato Riad poiché, oltre a mostrare ostilità nei confronti del proprio Paese, sarebbe “contro lo Yemen” e polverizzerebbe i propri nemici. Inoltre, l’Arabia Saudita continuerebbe a esprimere ostilità nei confronti della Siria e dell’Iraq, rafforzando lo Stato Islamico e interferirebbe negli affari interni del Libano, forzando il primo ministro a dimettersi.

Nel suo discorso, Rouhani ha respinto tutte le accuse rivoltegli dall’Arabia Saudita e ha ribadito il supporto dell’Iran nel garantire la pace e la stabilità nella regione, sottolineando che il Paese sta aiutando la Siria e l’Iraq nella guerra contro il terrorismo, su richiesta dei governi stessi dei due Stati. Infine, il presidente ha invitato le autorità saudite ad abbandonare le ostilità nella regione e di esercitare rispetto e cortesia.

Le dichiarazioni del presidente iraniano sono giunte in risposta alle affermazioni del principe saudita Mohammed bin Salman, il quale, martedì 7 novembre 2017, aveva accusato Teheran di “aggressione militare diretta”, che poteva essere considerata un “atto di guerra”. Salman aveva espresso tali accuse nei confronti dell’Iran dopo che, domenica 5 novembre 2017, gli Houthi avevano lanciato un missile balistico contro l’aeroporto internazionale King Khaled, situato nella capitale saudita. Il razzo era stato immediatamente dirottato e ridotto in frammenti in una zona disabitata a est di Riad, non causando alcun danno. Per tutta risposta, il giorno successivo, lunedì 7 novembre 2017, la coalizione araba, a guida saudita, che combatte in Yemen, aveva chiuso tutti gli accessi aerei, marittimi e di terra nel Paese, al fine di contrastare l’invio delle armi agli Houthi da parte dell’Iran.

L’Arabia Saudita e l’Iran sostengono parti avverse nel conflitto in Yemen. Riad è intervenuta direttamente nel conflitto, supportando il presidente destituito, Rabbo Mansour Hadi, tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. Teheran, invece, sostiene gli Houthi, inviando segretamente armi al gruppo. L’Arabia Saudita ritiene che sia l’Iran ad armare il gruppo ribelle yemenita. In questo senso, Riad avrebbe interpretato la caduta del missile degli Houthi nel territorio saudita come un “atto di guerra” da parte di Teheran.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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