Filippine pronte a farsi valere con la Cina all’Apec

Pubblicato il 9 novembre 2017 alle 6:08 in Asia Filippine

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Il colloquio con il presidente cinese Xi Jinping avverrà in tutta franchezza in merito alla disputa sulle acque contese del Mar Cinese Meridionale. Queste sono state le parole del presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, in preparazione dell’incontro con la sua controparte cinese che si terrà ai margini del Vertice dell’Apec (Asia-Pacific Economic Cooperation) in Vietnam, dal 8 al 10 novembre.

Il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, ha dato una svolta nella gestione della disputa territoriale con la Cina in merito ad alcuni isolotti e scogliere del Mar Cinese Meridionale impostandola sul dialogo amichevole con Pechino. Si è trattato di un evidente cambio di rotta da parte delle Filippine che, nel 2013, avevano fatto richiesta alla Corte Internazionale dell’Aia per un arbitrato internazionale per far luce sulla sovranità. Il risultato dell’arbitrato, reso noto dalla Corte il 12 luglio 2016, è stato favorevole alle rivendicazioni delle Filippine, ma l’allora neo-eletto Duterte ha deciso di non impugnarlo e di aprire un canale di dialogo con Pechino.

Duterte si è detto convinto che il presidente cinese Xi Jinping manterrà la sua parola e non approverà costruzioni o installazione di armamenti cinesi su Scarborough Shoal, una scogliera situata a 124 miglia nautiche dal territorio filippino e che rientra nella Zona Economica Esclusiva di Manila.

“Dovete credermi, sarò franco con la Cina e farò delle dichiarazioni sul nostro diritto, un giorno, di prenderci quello che reputiamo nostro”, ha dichiarato il presidente parlando degli isolotti nel suo discorso di fronte alla marina delle Filippine.

La posizione di Duterte verso la Cina non cambia, nonostante questa gli abbia causato molte critiche internamente al suo governo e al paese. “Non possiamo permetterci di aprire una guerra con Pechino”, ha affermato Duterte, facendo riferimento alla grandezza dell’esercito cinese se paragonato a quello delle Filippine.

L’aggressiva campagna di costruzione e di installazione di armamenti sugli isolotti del Mar Cinese Meridionale da parte di Pechino è una delle questioni aperte più delicate che i paesi che affacciano su questo tratto di mare devono affrontare. In seno all’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN) i paesi membri stanno portando avanti la stesura di un codice di condotta congiunto e comune anche alla Cina che non è membro dell’ASEAN, ma ha una stretta collaborazione con l’Associazione.

La Cina rivendica la sovranità su quasi tutto il Mar Cinese Meridionale, un’area marittima che vede ogni anno transitare 5 trillioni di merci e nelle cui profondità sono custoditi preziosi giacimenti di gas naturale e di petrolio. Il Vietnam, le Filippine, la Malesia, il Brunei e Taiwan rivendicano ciascuno una porzione delle acque contese, mentre gli Stati Uniti si adoperano con pattugliamenti periodici per garantire il mantenimento dello status di acque internazionali di quella porzione di mare.

Sicurezza Internazionale quotidiano di politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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