Argentina: polemiche sul caso Maldonado

Pubblicato il 9 novembre 2017 alle 21:06 in America Latina Argentina

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Santiago Maldonado era un difensore dei diritti umani, una persona profonda ed impegnata, abbiamo bisogno di questa lotta per rendergli onore, non possiamo fermaci, dobbiamo esigere la verità e la giustizia – hanno dichiarato in un comunicato i familiari dell’attivista ucciso in Patagonia a margine di una manifestazione per i diritti della comunità mapuche.

Il caso di Santiago Maldonado, il cui corpo senza vita è stato trovato il 17 ottobre scorso, dopo 78 giorni di ricerche, continua a scuotere l’Argentina, in attesa che il risultato dell’autopsia evidenzi le cause reali della morte.

Noi rimaniamo in silenzio senza fare nessuna dichiarazione pubblica dove si comunichino i dettagli della causa che, come sappiamo, è in una fase chiave delle indagini – continua il comunicato pubblicato dalla famiglia sulla pagina web dedicata al giovane attivista.

Nel testo, i familiari sottolineano che hanno chiesto prudenza sul caso e molti lo hanno capito e rispettato. Ciò nonostante – aggiungono – continuano a saltare fuori notizie in alcuni mezzi di comunicazione con dettagli e risultati che non emergono dalle prove del caso e che i nostri periti non conoscono.

I famigliari del giovane di 28 anni hanno ribadito la necessità di lasciare lavorare il giudice incaricato del caso senza interferenze. “La diffusione di queste notizie non aiuta ad incontrare la verità ed ad ottenere giustizia, che è l’unica cosa che cerchiamo” – hanno sottolineato.

“Abbiamo visto i video delle assemblee popolari in Cile, dove Santiago registra i dibattiti sulle richieste di terra da parte dei contadini e dei lavoratori; abbiamo visto i musicisti cantando e suonando sulle strade; passo a passo i suoi murales, le sue canzoni ed i suoi testi” – conclude il comunicato, ricordando l’attivismo politico del giovane artista.

Il caso di Maldonado, trattato come desaparición forzada (lo stesso reato che in Argentina si è contestato ai militari che pianificarono e misero in pratica la sparizione di circa 9.000 persone – i desaparecidos, appunto) è ancora aperto e, mentre si attendono gli esiti delle perizie sul corpo di Santiago Maldonado, tutta l’attenzione è incentrata su un testimone, detto “E” dalla stampa argentina, che potrebbe essere stato l’ultimo che lo ha visto vivo.

La famiglia ha tuttavia comunicato che non insisterà affinché il caso continui ad essere trattato come desaparición forzada nel caso le prove dimostrino il contrario.

Santiago è stato visto per ultima volta il 1 agosto mentre appoggiava la lotta della comunità Mapuche contro la cessione di terre storicamente indigene della Patagonia all’impresa italiana Benetton. Quel giorno la gendarmeria ha caricato i manifestanti, arrestandone molti.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione