Trump a Seoul: Pyongyang è una dittatura crudele

Pubblicato il 8 novembre 2017 alle 15:05 in Asia Corea del Sud

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La Corea del Nord non deve “sottovalutarci e non deve metterci alla prova”, ha dichiarato Donald Trump davanti al parlamento sudcoreano.

Gli Stati Uniti sono pronti a difendere loro stessi e gli alleati dalla minaccia nucleare di Pyongyang che dovrebbe guardarsi bene dal sottovalutare o mettere alla prova Washington. Queste sono state le parole del presidente Donald Trump pronunciate nel suo intervento di fronte al parlamento della Corea del Sud, prima di lasciare la penisola e spostarsi verso Pechino, mercoledì 8 novembre.

Il discorso di Trump ha fatto anche riferimento alle accuse di violazioni dei diritti umani a carico della Corea del Nord e ha chiesto a tutti i paesi del mondo di isolare Pyongyang e di rifiutare di concederle “ogni tipo di sostegno, fornitura e di comprensione”.

Washington non “si farà intimidire”, ha detto Trump, “non permetteremo che i cittadini americani vengano minacciati di distruzione. Non ci faremo intimidire e non lasceremo che le peggiori atrocità della storia si ripetano proprio qui, su un terreno in cui abbiamo combattuto e perso molte vite affinché fosse divenisse sicuro”.

Il regime di Pyongyang è stato definito “una dittatura crudele” dal presidente Trump poiché infligge una forte repressione sulla sua stessa popolazione. “Non possiamo tollerare la minaccia di un regime malvagio che ci minaccia di devastazione nucleare”, ha aggiunto il presidente degli Usa.

Trump nel suo discorso ha descritto la Corea del Nord come un regime in cui le persone vivono in uno stato di quasi schiavitù, pur senza apportare prove concrete delle sue affermazioni.

Donald Trump è giunto in Asia domenica 5 novembre, facendo prima tappa in Giappone. Durante i due giorni di visita a Tokyo, il presidente si è già rivolto alla Corea del Nord dicendo che “l’era della pazienza strategica è finita” e affermando, in linea con il premier giapponese Shinzo Abe, che è giunto il momento per esercitare la massima pressione internazionale su Pyongyang.

Da Seoul, Trump ha detto al regime di Kim Jong-un che le armi nucleari di cui sta dotando non possono garantirgli la sicurezza, e che, anzi, stanno ponendo il regime stesso in grande pericolo. “Nonostante tutti i crimini che avete commesso contro Dio e contro l’uomo, vi offriremo una via per un futuro migliore”, ha anche aggiunto Trump. Queste ultime dichiarazioni si riferiscono alla possibilità di risolvere la questione nordcoreana con il ritorno al dialogo che gli Stati Uniti lasciano aperta.

La Corea del Nord, dal suo canto, all’inizio della visita di Trump lo ha avvertito di non “fare affermazioni sconsiderate” se tiene alla sicurezza del suo paese.

Il discorso di Donald Trump al parlamento di Seoul si è svolto poco dopo la cancellazione della visita a sorpresa che il presidente aveva previsto nella Zona Demilitarizzata (DMZ) sul confine tra Corea del Nord e Corea del Sud. La visita è stata annullata per via del maltempo che non ha permesso all’elicottero presidenziale di atterrare nella zona di confine. Se Trump avesse visitato la delicata area che separa le due Coree avrebbe probabilmente esacerbato ulteriormente la tensione con Pyongyang.

Nella mattina di mercoledì 8 novembre Trump ha lasciato la Corea del Sud e si è spostato alla volta della Cina, dove è stato accolto al suo arrivo a Pechino dal presidente Xi Jinping e dalla first lady cinese Peng Liyuan.

Sicurezza Internazionale quotidiano di politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi  e inglesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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