ISIS rivendica assalto contro stazione televisiva a Kabul

Pubblicato il 8 novembre 2017 alle 9:32 in Afghanistan Asia

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L’ISIS ha rivendicato l’assalto contro gli studi televisivi della Shamshad TV, a Kabul, avvenuto la mattina del 7 novembre 2017.

Il portavoce del Ministero degli Interni afghano, Najib Danish, ha spiegato che 3 attentatori, dopo aver fatto saltare in aria un ordigno, si sono barricati all’interno della struttura. La maggior parte del personale è stata fatta evacuare, e le forze dell’ordine ssono intervenute per mettere in sicurezza l’edificio. Secondo quanto riportato da un giornalista della Shamshad TV che è riuscito a scappare, i tre assalitori, vestiti con uniformi di polizia, hanno sparato alla guardia all’entrata, uccidendola, e sono poi penetrati negli studi televisivi, lanciando granate e sparando. 

Subito dopo l’attacco, un portavoce dei talebani, Zabiullah Mujahid, su Twitter, ha negato la responsabilità del proprio gruppo.

La capitale afghana Kabul viene continuamente colpita da attentati, reclamati sia dai talebani, sia dai militanti della Khorasan Province, la branca dell’ISIS che dal 2015 è attiva in Afghanistan e Pakistan. L’ultimo attacco si era verificato il 31 ottobre scorso, quando un attentatore suicida si è fatto esplodere presso il quartiere diplomatico di Kabul, uccidendo almeno 3 persone e ferendone altre 14. In seguito all’attentato del 31 maggio 2017, in cui un’autobomba si è fatta esplodere al limite della zona di sicurezza di Kabul uccidendo più di 80 persone e ferendone quasi 400, l’esercito americano ha annunciato l’allargamento dei confini della Green Zone per includere al loro interno la base militare americana Kabul City Compound, ex quartier generale delle American Special Operations nella capitale afghana. Sono stati altresì aggiunti scanner e ulteriori telecamere per monitorare le strade e i check-point.

Secondo quanto riferito da al-Jazeera in lingua inglese, dallo scorso maggio a ora, sono morti almeno 6 giornalisti nel corso di attacchi contro stazioni radio e televisive nella città di Jalalabad, nei territori orientali dell’Afghanistan. Il 2016 è stato l’anno in cui è stato ucciso il maggior numero di reporter locali, pari a 13.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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