Albania: cooperazione con FBI e Pentagono

Pubblicato il 8 novembre 2017 alle 8:09 in Albania USA e Canada

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L’ambasciatore americano presso Tirana, Donald Lu, ha annunciato che a gennaio il ministro della Difesa albanese, Olta Xhacka, visiterà il Pentagono. Secondo il funzionario americano, tale incontro sarà teso al rafforzamento della cooperazione militare tra i due Paesi. Nel frattempo, Albania e FBI rafforzano la loro cooperazione nella lotta al crimine.

È quanto accaduto a Tirana il 6 novembre, quando l’ambasciatore americano, Donald Lu, ha partecipato alla cerimonia organizzata per la donazione di 12 carri armati da parte degli Stati Uniti all’Albania.

In tale occasione, il delegato Lu ha annunciato che la visita del ministro albanese al Pentagono “rafforzerà le relazioni militari e aumenterà il sostegno [americano] alle Forze Armate albanesi”.

Nel frattempo, i legami tra Albania e Stati Uniti si rafforzano anche nel settore delle forze dell’ordine. Nello specifico, lo stesso giorno l’Albania ha rivelato la creazione di una squadra speciale all’interno del corpo di polizia albanese che si occuperà di condurre operazioni segrete, in collaborazione con l’FBI.

Tale decisione si colloca all’interno della più ampia strategia di lotta alla criminalità organizzata, per la quale l’Albania sta già collaborando con altri Paesi, tra cui l’Italia. Il 3 novembre 2017, il ministro dell’Interno albanese, Fatmir Xhafaj, ha firmato con il suo omologo italiano, Marco Minniti, un accordo mirato a rafforzare la cooperazione sui temi del terrorismo, del traffico di esseri umani e di stupefacenti. Proprio in virtù dell’accordo con Minniti, il primo ministro albanese, Edi Rama, ha dichiarato che anche le forze dell’ordine italiane parteciperanno alle operazioni segrete in collaborazione con l’FBI.

In merito a tali operazioni, tese altresì a individuare il nesso tra politica e crimine, Rama ha annunciato che l’Albania e i suoi partner hanno “lavorato per tre mesi per preparare questa nuova squadra speciale, chiamata ‘il Potere della legge’, che sarà l’operazione anti-crimine più intensa e duratura [finora realizzata]”.

La task force intende anche procedere di pari passo con la riforma giudiziaria del Paese, tesa alla lotta contro il crimine e, soprattutto, contro la corruzione in Albania. Tuttavia, ha fatto notare il primo ministro, la creazione di tribunali ad hoc per le investigazioni sui casi più eclatanti di corruzione e di criminalità organizzata ha subito notevoli ritardi.

L’importanza della creazione di tali corti scaturiva dalle indagini sul presunto coinvolgimento dell’ex ministro dell’Interno albanese, Sajmir Tahiri, nell’organizzazione criminale guidata dal cugino, colpevole di traffico di stupefacenti e armi. Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza italiana, hanno portato allo scoppio del “caso Tahiri”. Per cercare di trovare una soluzione congiunta al caso, l’ambasciatore americano in Albania, Donald Lu, e l’ambasciatore italiano, Alberto Cutillo si erano riuniti a Tirana lunedì 23 ottobre 2017.

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di Redazione

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