Moldavia: l’Italia ci aiuti con la Transnistria

Pubblicato il 7 novembre 2017 alle 19:09 in Italia

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Il presidente della Moldavia, Igor Dodon, ha riferito di contare fortemente sull’aiuto dell’Italia nella risoluzione della disputa in Transnistria, regione al confine tra Moldavia e Ucraina.

È quanto dichiarato a seguito del vertice tra il presidente moldavo e il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, che si è tenuto, a Roma, il 6 novembre 2017.

Nello specifico, Dodon spera che, non appena l’Italia assumerà la presidenza dell’OSCE, nel 2018, il negoziato internazionale sul Processo di risoluzione del conflitto in Transnistria nel formato “5+2” riceverà una forte spinta. Tale negoziato era stato avviato nel 1992, a seguito della firma del trattato di pace che poneva fine alla guerra civile in Transnistria tra l’etnia russa e quella moldava.

Circa la futura guida italiana dell’OSCE, il presidente moldavo ha aggiunto: “Sosterremo gli sforzi della presidenza italiana, in particolare in merito alla risoluzione dei conflitti irrisolti da tempo. Speriamo che l’Italia rimanga tra i maggiori partner della Moldavia nell’ambito della risoluzione della disputa in Transnistria”. Dodon spera altresì di poter ricevere il ministro degli Affari Esteri italiano, Angelino Alfano, in Moldavia non appena diverrà presidente dell’OSCE. Tale organizzazione ha un ruolo fondamentale per le autorità di Chisinau e per la crisi in Transnistria, rappresentando, come ha spiegato Dodon, “uno dei maggiori garanti della pace e della stabilità in Europa.”

Se da un lato l’OSCE rappresenta un partner fondamentale per la Moldavia, dall’altro, anche l’Italia ha un valore strategico per Chisinau. Il legame tra i due Paesi fa sperare Dodon che, una volta che l’OSCE sarà guidata da un italiano, il negoziato sulla Transnistria potrà procedere con meno difficoltà.

Nel corso del vertice con Mattarella, Dodon ha sottolineato che l’Italia e la Moldavia sono fortemente legate principalmente per due ragioni.

La prima è di natura economica. Il presidente moldavo ha rivelato che l’Italia è il terzo partner commerciale e il secondo investitore della Moldavia. Dodon ha inoltre sottolineato che nel proprio Paese “ci sono circa 1350 aziende con capitali italiani” nei vari settori dell’economia, che rafforzano la collaborazione tra i due Stati. Tale collaborazione, ha concluso Dodon, “crea posti di lavoro in Moldavia”.

La seconda ragione per cui la Moldavia ritiene di essere fortemente legata all’Italia è la presenza di una vasta comunità di etnia moldava nel territorio italiano che, ha evidenziato Dodon, “è molto unita e fortemente integrata nella società italiana”.

Con l’Italia alla guida dell’OSCE, quindi, la Moldavia intravede condizioni favorevoli, affinché il negoziato internazionale sul processo di risoluzione del conflitto in Transnistria nel formato “5+2” possa portare maggiori risultati.

Al processo di risoluzione del conflitto in Transnistria nel formato 5+2 partecipano la Moldavia e la Transnistria come parti del conflitto, la Russia, l’Ucraina e l’OSCE come mediatori e, infine, Stati Uniti e UE come osservatori.

In base agli accordi iniziali, gli incontri in questo formato devono essere svolti almeno sei volte all’anno. L’ultimo è stato tenuto a Berlino, a giugno del 2016, dopo una pausa di due anni.

Nel frattempo, le relazioni tra la Moldavia e la Transnistria sono divenute sempre più tese e, per tale ragione, la Russia ha chiesto che sia fatto al più presto un incontro all’interno del formato 5+2. Nonostante l’iniziativa sia stata sostenuta da entrambe le parti coinvolte nel conflitto, l’OSCE ha suggerito che, prima del prossimo incontro, Moldavia e Transnistria dovrebbero raggiungere accordi preliminari in alcuni ambiti.

È previsto che il formato 5+2 si riunisca alla fine del mese di novembre, durante il periodo di presidenza austriaca dell’OSCE.

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di Redazione

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