Emergenza rifugiati climatici: focus del G7 di Milano

Pubblicato il 7 novembre 2017 alle 13:05 in Immigrazione Italia

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La riunione ministeriale del G7 dedicata alla salute globale, svoltasi a Milano il 5 e 6 novembre, ha rilanciato il dibattito sulla questione dell’impatto dei cambiamenti climatici sui flussi migratori.

Dalle ricerche effettuate da un team di ricercatori assemblato dal Ministero della Salute, in collaborazione con esperti internazionali, è emerso che, entro il 2050, avremo circa un miliardo di rifugiati climatici in tutto il mondo. Tale allarme, lanciato nel corso dei meeting del G7, vuole concentrare l’attenzione della comunità internazionale soprattutto sui Paesi poveri, maggiormente soggetti a tifoni, siccità e alluvioni, che sono più a rischio di andare incontro a gravi crisi sanitarie.

Il dibattito del G7, tuttavia, è stato preceduto da una serie di studi che hanno messo in evidenza la stessa emergenza. Il primo novembre 2017, l’organizzazione per la difesa della povertà globale Oxfam ha pubblicato un report in cui spiega che, tra il 2008 e il 2016, circa 21,8 milioni di persone all’anno sono state costrette a sfollare o ad abbandonare il proprio Paese per via di eventi metereologici. Tra gennaio e settembre del 2017, invece, 15 milioni di individui hanno dovuto lasciare le case per fuggire da un evento meteo estremo. Di questi, 14 milioni provengono da Paesi a basso reddito.

Come sottolinea l’organizzazione, i cambiamenti climatici stanno aumentando il rischio di disastri naturali, causati da tifoni e piogge sempre più potenti. Nel mese di agosto 2017, il maltempo ha colpito 43 milioni di persone tra il Bangladesh, il Nepal e l’India, dove sono morti altresì 1,200 individui. Tra la fine di agosto e la fine di settembre 2017, i Caraibi e il sud-est degli Stati Uniti hanno trascorso una stagione di uragani particolarmente violenta, durante la quale le tempeste Harvey e Irma hanno devastato numerose isole, tra cui Barbuda, Saint Martin e Anguilla. Poco dopo, l’uragano Maria ha portato distruzione anche nella Repubblica Dominicana e in Puerto Rico. Gli esperti spiegano che l’incremento del livello del mare accresce il rischio di cicloni tropicali, così che, ogni volta che si verifica una tempesta in quelle zone, c’è il rischio che l’innalzamento delle maree la trasformi in un uragano.

In alcune zone dell’Africa, spiega il report, si sta verificando il problema opposto. L’innalzamento delle temperature sta causando la siccità, soprattutto nell’est del continente, dove le risorse di acqua e cibo si stanno esaurendo sempre di più. Tale fenomeno spinge quindi un numero sempre crescente di famiglie ad abbandonare le regioni più aride e, talvolta, a lasciare definitivamente il Paese. Un articolo del quotidiano inglese The Guardian, datato 20 aprile 2017, rende noto che nella sola Somalia più di 6 milioni di persone necessitano assistenza per la mancanza di acqua e cibo, dovuta alla grave siccità che va avanti dal 2015, anno in cui le piogge sono diminuite sensibilmente rispetto ai livelli degli anni precedenti.

La Oxfam riferisce che, nella maggior parte dei casi, gli sfollati vengono prodotti da diversi fattori concatenati. L’alto tasso di povertà e il crescente numero di persone che vivono nelle aree più a rischio di essere interessate dai cambiamenti climatici contribuiscono entrambi ad aumentare la dispersione di intere popolazioni. I cambiamenti climatici rischiano altresì di esacerbare i conflitti in corso in diverse parti del mondo, facendo aumentare le violenze.

Alla luce di ciò, il primo novembre 2017, la Environmental Justice Foundation ha esortato la comunità internazionale e, in particolare l’Unione Europea, a sviluppare una nuova cornice legale per garantire la protezione e il rispetto dei diritti dei rifugiati climatici. A tal fine, l’associazione ha lanciato una campagna per sensibilizzare soprattutto la salvaguardia degli individui più vulnerabili coinvolti in tale fenomeno, quali le donne e i bambini.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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