Turchia: arrestati circa 300 migranti illegali

Pubblicato il 6 novembre 2017 alle 19:03 in Immigrazione Turchia

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Circa 300 migranti illegali sono stati trattenuti dalle forze di sicurezza turche. Gli arresti sono venuti nel corso di raid effettuati in tutto il Paese, alla luce della crescente pressione migratoria verso l’Europa.

Tra questi, 66 rifugiati siriani, di cui molte donne e bambini, sono stati scovati nel corso di operazioni di sicurezza in 13 hotel di Bagram. 35 migranti afghani sono stati intercettati a bordo di un barcone nel Mar Egeo nella provincia di Mugla. Questi ultimi erano in possesso di permessi di residenza temporanei per Istanbul, Gaziantep e Kahramanmaras, ma sono stati trattenuti poiché cercavano di raggiungere l’Europa illegalmente. Altri 78 migranti sono stati arrestati nel nord della provincia di Karabuk per essere entrati in Turchia senza i documenti necessari. 49 afghani, 23 pakistani e 6 cittadini del Myanmar sono stati trattenuti mentre si dirigevano dalla provincia di Kastamonu a quella di Kocaeli, e ancora, 48 persone, tra cui molti iraniani, sono stati presi a Cankiri. Infine, 18 migranti tra siriani e eritrei sono stati arrestati nel corso di controlli strada presso il distretto di Ipsala.

L’agenzia di stampa nazionale turca Anadolu ha riportato che l’incarcerazione dei migranti verrà gestita dalla Migration Management Authority. All’inizio di novembre, il Ministero deli Interni turco aveva reso noto di aver arrestato 4,822 migranti che stavano cercando di oltrepassare il confine dell’Unione Europea illegalmente, nel giro di una sola settimana.

La rotta balcanica era stata chiusa con l’accordo sull’immigrazione tra Turchia e Unione Europea del 18 marzo 2016, il quale mirava a bloccare i flussi diretti in Europa, con l’obiettivo di limitare il traffico di esseri umani in favore dell’immigrazione legale e per diminuire la mortalità nella tratta del Mar Egeo durante le traversate. Attualmente, la Turchia ospita quasi 3 milioni di rifugiati siriani, la maggior parte dei quali vivono in campi profughi. Nel gennaio 2017, Ankara ha stimato di aver speso più di 11,4 miliardi di euro per la gestione di rifugiati dall’inizio della guerra in Siria nel 2011.

Dal novembre 2016, con l’intensificarsi dei bombardamenti su Aleppo, in Siria, nuovi flussi di rifugiati siriani hanno cominciato a radunarsi ai confini con la Turchia, la quale ha chiuso temporaneamente le proprie frontiere, affermando di “aver raggiunto il limite”. Da allora, i tentativi di entrare in Turchia clandestinamente sono aumentati.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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