Filippine: caccia al nuovo leader filo-Isis

Pubblicato il 6 novembre 2017 alle 22:04 in Asia Filippine

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Le forze dell’ordine delle Filippine stanno dando la caccia all’uomo, originario della Malesia, che ritengono sia il nuovo leader dei militanti islamisti nel Sud-Est Asiatico.

“Stiamo cercando Ambin Baco, malese, che crediamo essere il successore come emiro dei terroristi”, ha dichiarato il segretario alla difesa di Manila, Delfin Lorenzana. Amin Baco è esperto nella creazione di ordigni letali e, secondo le informazioni di intelligence in mano all’esercito e alle forze di polizia delle Filippine, sarebbe lui ad aver preso il comando dei terroristi fedeli all’Isis nel Sud-Est Asiatico. Secondo gli analisti, Amin Baco sarebbe stato addestrato da un altro noto militante Malese, Zulkifli bin Hir, ucciso nel 2015 in uno scontro nella provincia filippina di Maguindanao in cui persero la vita anche 44 ufficiali delle forze di polizia.

L’informazione in merito al nuovo ruolo di Baco è stata fornita alla polizia da un terrorista indonesiano arrestato a Marawi nell’ultima settimana di ottobre, secondo quanto riferito dal capo della polizia di Manila, Ronaldo Dela Rosa. Inizialmente, le forze dell’ordine erano convinte che Amin Baco fosse morto negli scontri finali nella città di Marawi, nel sud delle Filippine, teatro dell’assedio da parte dei militanti islamisti del gruppo Maute dal 23 maggio scorso, invece le ultime informazioni giunte dal campo lo reputano in fuga. “Potrebbe essere da qualche parte sull’isola di Jolo o nella vicina Maguindanao”, secondo l’esercito. Amin Baco ha vissuto a lungo nelle Filippine e sembra abbia forti legami con i gruppi terroristici locali, compreso Jemaah Islamiah, al punto che avrebbe sposato la figlia di uno dei leader del gruppo stesso.

Già dal 2011, Amin Baco svolgeva il ruolo di facilitatore per la raccolta di fondi, armi e combattenti da Indonesia e Malesia alla volta delle Filippine, tuttavia è negli ultimi anni che i suoi legami con l’Isis si sono rafforzati. Avendo vissuto a lungo nelle Filippine ed avendo legami con gli estremisti malesi e indonesiani, Baco è risultato il candidato ideale per prendere il comando dei gruppi uniti fedeli all’Isis del Sud-Est Asiatico dopo la morte dei leader dell’assedio di Marawi.

L’assedio di Marawi è stato dichiarato concluso due settimane fa, il 23 ottobre, anche se le operazioni militari non sono ancora terminate e l’esercito è impegnato liberare la zona dagli estremisti che l’hanno tenuta sotto controllo per cinque mesi. Un importante contributo alla vittoria dell’esercito è stato apportato dalla morte, il 16 ottobre, dei due principali leader dell’assedio, Omar Maute e Isnilon Hapilon, rispettivamente alla guida del gruppo Maute, originario di Marawi, e della sezione del gruppo Abu Sayyaf che si è alleata ad esso giurando fedeltà all’Isis. La ragione per cui Marawi è stata scelta come fulcro dell’assedio è che essa rappresenta il punto di riferimento per la minoranza islamica nelle Filippine cattoliche.

L’assedio di Marawi ha mostrato chiaramente come l‘estremismo islamico sia diventato un problema da risolvere per le Filippine, ma anche per gli altri paesi del Sud-Est Asiatico da cui molti dei militanti provenivano. Malesia e Indonesia hanno già intrapreso una serie di misure, compresa l’organizzazione di pattugliamenti congiunti, per cercare di limitare la presenza dei terroristi nella regione.

Sicurezza Internazionale quotidiano di politica internazionale

Ilaria Tipà

 

di Redazione

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