Salerno: gommone di migranti, 26 donne senza vita

Pubblicato il 5 novembre 2017 alle 14:38 in Immigrazione Italia

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Un nuovo sbarco di migranti è avvenuto a Salerno nella giornata di domenica 5 novembre, tra i migranti i corpi senza vita di 26 donne.

Assieme ai 400 migranti superstiti la nave spagnola Cantabria, che ha attraccato al molo salernitano 3 gennaio, trasportava i cadaveri di 26 donne.

Le vittime sarebbero morte durante la traversata per mare su un gommone che è poi naufragato. Il pubblico ministero Masini salirà sulla nave accompagnato dai medici legali per valutare se effettuare le autopsie sui cadaveri.

“Una tragedia dell’umanità”, ha affermato il prefetto di Salerno, Salvatore Malfi, aggiungendo che a suo dire “la procura si attiverà da subito per valutare se possa trattarsi di altrettanti omicidi”.

“Oggi Salerno si prepara con uno spirito diverso rispetto agli altri sbarchi. Abbiamo già avuto altri morti”, ha spiegato Malfi, “ma su questa nave sarà tutto più complicato, anche come impatto morale. Siamo ancor di più in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica perché i ventisei corpi potrebbero essere ventisei omicidi. Quello che va fatto, per esigenze di giustizia, andrà fatto. Credo che già stamattina il procuratore Masini valuterà se ci siano i presupposti per un’ipotesi di omicidio. Bisogna vedere se si trova qualche soggetto su cui concentrare l’attenzione o se si procederà contro ignori. Che qualcuno abbia fatto morire queste donne e non sia stato un fulmine arrivato dal cielo è una cosa ovvia”.

Il prefetto ha affermato che grazie alla disponibilità del Comune di Salerno, del cimitero e dei cimiteri limitrofi sono già stati identificati i siti in cui saranno accolte le salme.

In merito ai 400 migranti presenti a bordo, Malfi ha commentato che “non sono pervenute, al momento, notizie di particolari situazioni critiche a livello sanitario”. Tra i superstiti vi sono anche nove donne incinte.

Dopo un periodo durato circa tre anni e caratterizzato da un arrivo di massa, il numero di migranti che raggiungono le coste italiane ha subito una forte battuta d’arresto quest’anno a partire dal mese di luglio, ossia da quando Roma ha concluso un accordo con la Libia per arginare quella che stava diventando una rotta sempre più utilizzata dagli scafisti.

È la terza volta in una settimana che si consuma una simile tragedia nell’area.

Venerdì 3 novembre i soccorritori italiani hanno portato in salvo un’imbarcazione di migranti trovata a largo del Mediterraneo. Sono 700 le vite salvate e 23 i corpi senza vita rinvenuti nell’operazione di venerdì, stando a quanto ha riferito un portavoce della guardia costiera italiana. Le operazioni di salvataggio che sono state effettuate in quell’occasione ammontano a sei, ha riferito un portavoce.

La nave Diciotti della guardia costiera italiana si stava dirigendo a sud, verso il porto di Reggio Calabria, trasportando a bordo 764 migranti recuperati dal mare, ha riportato l’agenzia di stampa italiana ANSA in un rapporto che è poi stato confermato da un portavoce della Guardia Costiera. Sempre l’ANSA ha aggiunto che l’imbarcazione trasportava anche i corpi di otto vittime.

I migranti portati in salvo provenivano dall’Africa subsahariana, Pakistan, Libia, Bangladesh, Algeria, Egitto, Nepal, Marocco, Sri Lanka, Yemen, Siria, Giordania e Libano.

Sette sono invece le persone precedentemente rinvenute senza vita e 900 quelle salvate nella giornata di mercoledì 1 novembre.

Venerdì 3 novembre nel mar Egeo sono affogate tre persone, sei sono andate disperse e altre sono state salvate mentre tentavano di raggiungere le coste della Grecia.

 

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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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