Israele – Palestina: 100 anni dalla Dichiarazione Balfour

Pubblicato il 2 novembre 2017 alle 16:55 in Israele Palestina

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Ricorre oggi il centesimo anniversario della Dichiarazione Balfour, un documento ufficiale emanato dal governo britannico il 2 novembre 1917, nel quale il Regno Unito annunciava ufficialmente il proprio sostegno alla nascita di un “focolare nazionale per il popolo ebraico” in Palestina.

Nella Dichiarazione si legge: “Il governo di Sua Maestà vede con favore la costituzione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico, e si adoprerà per facilitare il raggiungimento di questo scopo, essendo chiaro che nulla deve essere fatto che pregiudichi i diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche della Palestina, né i diritti e lo status politico degli ebrei nelle altre nazioni”. 

La Dichiarazione era contenuta in una lettera, datata 2 novembre 2017, inviata dal Segretario degli Affari Esteri britannico, Arthur Balfour, a Lord Walter Rothschild, rappresentante della comunità ebraica in Gran Bretagna. Il testo della Dichiarazione fu poi pubblicato sulla stampa il 9 novembre 1917.

All’epoca della Dichiarazione, la Palestina si trovava sotto il mandato britannico, secondo quanto stabilito dagli accordi di Sykes-Picot del 1916. Si trattava di un accordo segreto raggiunto tra i governi di Francia e Regno Unito, alla fine della prima guerra mondiale, in merito alla spartizione dei territori che erano sotto il controllo dell’Impero ottomano. Esso stabiliva le aree di influenza dei due Paesi nell’area, dividendo il territorio nella sua conformazione geopolitica attuale.

Secondo quanto riferito dal quotidiano The New Arab, la Dichiarazione Balfour costituisce la prima dichiarazione ufficiale da parte di una potenza internazionale in favore degli obiettivi sionisti. Nonostante il documento chiarisca che “nulla deve essere fatto che pregiudichi i diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche della Palestina, né i diritti e lo status politico degli ebrei nelle altre nazioni”, nei fatti, ha aperto la strada all’immigrazione di massa degli ebrei all’interno del territorio palestinese.

In questo senso, spiega il quotidiano, la Dichiarazione avrebbe trasformato il corso della storia del nascente movimento sionista, legittimando le sue aspirazioni politiche, mirate a stabilire uno Stato ebraico in Palestina. Israele ha sempre considerato il documento britannico “un gesto storico di supporto mirato a far tornare gli ebrei dall’esilio”.

Da parte sua, la Palestina aveva visto nel documento un atto di tradimento, l’impegno della Gran Bretagna a cedere la propria terra ad altri. Per questo motivo, il Paese ha rifiutato qualsiasi celebrazione del centenario della Dichiarazione.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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