Siria: il regime bombarda una scuola

Pubblicato il 31 ottobre 2017 alle 18:21 in Medio Oriente Siria

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Almeno 10 civili, di cui 6 bambini, sono morti a causa dei bombardamenti delle forze del regime, che hanno colpito una scuola nella cittadina di Jisreen, situata nella regione del Ghouta, nella campagna orientale di Damasco.

Secondo quanto riportato da alcuni attivisti siriani, martedì 31 ottobre 2017, una bomba, probabilmente lanciata dalle forze fedeli al presidente siriano, Bashar Al-Assad, avrebbe colpito il cancello all’entrata di una scuola situata nella cittadina di Jirseen, che si trova sotto il controllo dei ribelli, causando la morte di 10 persone e il ferimento di molte altre.

La regione, che rappresenta una delle principali roccaforti dell’opposizione siriana, sta vivendo una grave crisi umanitaria. Qui, 350 mila civili si trovano in uno stato di assedio da parte delle forze del regime, dal dicembre 2012. Tra queste persone, costrette a morire di fame, più di 1 100 bambini soffrono di gravi forme di malnutrizione e altre centinaia sono ad alto rischio, stando ai dati dell’UNICEF. Negli ultimi mesi le milizie fedeli a Bashar Al-Assad hanno stretto ancora di più l’assedio sul territorio, impedendo agli abitanti di ricevere cibo e medicine. Inoltre, numerosi gruppi armati che controllano il territorio hanno reso difficoltoso il lavoro delle organizzazioni umanitarie. Tutto ciò ha causato la morte di un ingente numero di civili, tra i quali numerosi bambini.

L’area farebbe parte delle zone cuscinetto stabilite dal quinto round dei negoziati di Astana, che si era tenuto nella capitale del Kazakistan il 10 luglio 2017. Precedentemente, il 3 maggio 2017, durante la quarta sessione dei negoziati, Russia, Iran e Turchia avevano raggiunto un accordo in merito alla creazione di quattro zone cuscinetto in Siria, con l’obiettivo di ridurre le tensioni tra le forze del regime e quelle dell’opposizione.

Lunedì 30 ottobre, le Nazioni Unite hanno dichiarato di essere riuscite a raggiungere i civili intrappolati nel territorio, portando aiuti per 40 mila persone, per la prima volta dal 23 settembre 2017, quando l’ultimo convoglio dell’ONU era riuscito a entrare nel territorio, portando aiuti a circa 25 000 persone.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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