Siria: al via i negoziati di Astana 7

Pubblicato il 31 ottobre 2017 alle 6:02 in Medio Oriente Siria

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Il ministro degli Esteri del Kazakistan ha annunciato l’inizio del settimo round dei negoziati di Astana, che vede coinvolte tutte le parti interessate alla questione siriana e in particolare, le delegazioni del regime di Bashar Al-Assad e dell’opposizione.

All’incontro hanno partecipato la Russia, l’Iran e la Turchia, oltre a una delegazione del regime siriano e ad alcuni gruppi dell’opposizione armata. Alla sessione hanno partecipato anche alcuni delegati degli Stati Uniti e alcuni rappresentanti dei Paesi del Golfo.

Il settimo round, iniziato lunedì 30 ottobre 2017, si è concentrato sull’approvazione delle regole imposte all’interno delle zone cuscinetto e sul potenziamento degli sforzi umanitari nel Paese martoriato dalla guerra. Altro argomento affrontato durante l’incontro è stato quello del rilascio degli ostaggi e dei prigionieri.

Durante i negoziati, le parti hanno altresì raggiunto un accordo in merito alla creazione di 4 nuove zone cuscinetto nei territori sotto il controllo dell’opposizione, nei quali Russia, Iran e Turchia avranno il compito di garantire che l’accordo, che rimarrà in vigore per un minimo di sei mesi, venga rispettato. All’interno delle zone cuscinetto verranno posti alcuni punti di controllo, al fine di facilitare la libera circolazione dei civili e l’accesso degli aiuti umanitari e verrà stabilita una no-fly zone.

Le nuove zone cuscinetto copriranno 4 aree della Siria. La prima zona includerà alcune aree dei governatorati di Idlib e di Latakia, le aree ad ovest del governatorato di Aleppo e a nord di quello di Hama. In questo territorio, vivono più di 1 milione di civili. La seconda zona includerà l’area a est del Ghouta, situata nella campagna a nord di Damasco. Qui, vivono circa 690 mila civili. La terza zona comprenderà le enclavi di Rastan e Talbiseh, situate nel governatorato di Homs. Nell’area vivono 180 mila civili. La quarta area includerà il territorio meridionale della Siria, in particolare i governatorati di Dara’a e Quneitra, al confine con la Giordania. Qui, vivono circa 800 mila civili.

L’ultima sessione dei negoziati si era tenuta nella capitale del Kazakistan tra il 14 e il 15 settembre 2017 e si era conclusa con la creazione di una nuova zona cuscinetto nel governatorato di Idlib, situato nel nord della Siria, al confine con la Turchia. L’accordo, raggiunto tra la Russia, la Turchia, l’Iran e il regime di Bashar Al-Assad, prevedeva altresì che Mosca e Ankara assumessero l’incarico di monitorare il rispetto del cessate il fuoco, rispettivamente all’esterno e all’interno del governatorato. Al fine di adempiere ai propri doveri, la Turchia aveva stabilito lo schieramento delle proprie truppe all’interno del territorio, annunciando, il 24 ottobre, la creazione di 8 basi militari a Idlib. Tale decisione ha suscitato l’opposizione del presidente siriano, il quale ha immediatamente intimato “il ritiro immediato e senza condizioni” delle truppe turche dal territorio.

Le zone cuscinetto erano state stabilite durante la quarta sessione dei negoziati di Astana, tenutasi il 3 maggio 2017, grazie al raggiungimento di un accordo tra Russia, Iran e Turchia, al fine di ridurre le tensioni tra le forze del regime e quelle dell’opposizione. La prima area, la più grande delle quattro, si trova nel nord-ovest della Siria e include la provincia di Idlib e parte di quelle di Lattakia, Aleppo e Hama; la seconda si estende nella provincia centrale di Homs; la terza comprende i sobborghi ad est di Damasco e il Ghouta; la quarta area include le province meridionali di Baraa e Quneitra.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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