Puigdemont fugge in Belgio

Pubblicato il 31 ottobre 2017 alle 6:02 in Belgio Spagna

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Il deposto presidente della Generalitat Carles Puigdemont è in Belgio e, secondo le informazioni riportate dal quotidiano catalano El Periódico, prevede di chiedere asilo politico assieme a cinque membri del suo esecutivo. 

Con Puigdemont sono a Bruxelles Meritxell Borrás e Joaquim Forn del Partito Democratico Catalano, rispettivamente assessori all’amministrazione e agli affari interni, e tre membri di Sinistra Repubblicana, Meritxell Serret, Dolors Bessa e Antoni Comín, ex assessori all’agricoltura, al lavoro e alla salute. Il cantautore e deputato regionale indipendentista Lluis Llach, figura simbolica della lotta antifranchista negli anni ’70, ha parlato di governo catalano in esilio.

Ufficialmente Puigdemont è in Belgio per una riunione con i partiti nazionalisti fiamminghi. Il vertice era stato organizzato da Amadeu Altafaj, rappresentante del governo catalano a Bruxelles, anch’egli deposto in conseguenza dell’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione. 

La presenza di Puigdemont nella capitale belga ha provocato speculazioni poiché il sottosegretario belga all’immigrazione Theo Francken aveva offerto asilo politico al leader indipendentista lo scorso sabato 29 ottobre, ma era stato smentito dal premier Charles Michel il giorno successivo. 

Nel corso della mattinata di lunedì la Procura Generale spagnola aveva convocato Puigdemont e i componenti del suo esecutivo a testimoniare “con urgenza” in quanto indagati per i delitti di ribellione, sedizione e disobbedienza. L’ormai ex presidente non si era recato ad una riunione della sua formazione politica, il Partito Democratico Catalano, fissata per definire la posizione del partito in vista delle elezioni anticipate convocata da Mariano Rajoy per il 21 dicembre prossimo.

La fuga in Belgio è “prova dell’assoluta disperazione” di Carles Puigdemont, secondo il coordinatore generale del Partito Popolare, Fernando Martínez-Maillo. Il rappresentante del partito del premier Rajoy ha sottolineato come, allo stato attuale, Puigdemont sia “assolutamente libero di andare a Bruxelles… e anche di tornare”. 

Sembra concludersi con la fuga, dunque, la Presidenza del sindaco di Girona diventato Presidente della Generalitat quasi per caso. Giornalista, fervente indipendentista, Carles Puigdemont fu eletto sindaco di Girona, capoluogo della provincia omonima del nord-est della Catalogna, nel 2011. Confermato quattro anni dopo, divenne presidente del governo autonomo catalano nel gennaio 2016, nonostante fosse candidato solo al numero 3 della lista per la provincia di Girona. 

Junts pel Sí, la coalizione uscita vincitrice dalle elezioni del 27 settembre 2015, aveva dovuto rinunciare a candidare per la presidenza Artur Mas, leader e presidente uscente, per ottenere i voti dell’estrema sinistra anti-sistema, la CUP, necessari a raggiungere la maggioranza assoluta nel parlamento regionale. Mas decise allora che a succedergli sarebbe stato Puigdemont.

A Barcellona, intanto, le misure commissariali di Madrid sembrano procedere senza intoppi. Gli ex membri del governo catalano non si sono recati in ufficio lunedì come avevano invece proclamato. Solo Josep Rull, responsabile dell’amministrazione territoriale, si è recato in ufficio, “per ritirare i propri effetti personali” – sottolinea da Madrid il ministro dell’interno Zoido. La presidente del parlamento, ormai sciolto, Carme Forcadell, ha accettato la dissoluzione dell’assemblea.

 

Sicurezza internazionale quotidiano sulla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e dal catalano e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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