Italia: sbarchi diminuiti del 30,13%, ma flussi in aumento da Tunisia e Algeria

Pubblicato il 31 ottobre 2017 alle 15:30 in Immigrazione Italia

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Dal primo gennaio al 31 ottobre 2017, gli sbarchi di migranti in Italia sono diminuiti del 30,13% rispetto allo stesso periodo del 2016.

A renderlo noto è il Ministero dell’Interno, il quale informa che, nel mese di ottobre 2017, sono giunte sulle nostre coste 5.889 persone. Un anno fa, ottobre 2016, gli arrivi erano stati 27.384.

Dall’inizio del 2017, l’Italia, con il supporto dell’Unione Europea, ha dato la priorità al raggiungimento di accordi bilaterali con i Paesi dell’Africa maggiormente coinvolti nel transito dei flussi migratori. In particolare, le autorità di Roma hanno concluso una serie di patti con la Libia. Il 2 aprile scorso, il governo italiano ha reso noto che 60 leaders tribali libici avevano firmato un accordo di pace, accettando di collaborare con le forze di sicurezza italiane per ridurre il flusso di migranti dalla Libia verso l’Europa. Nell’occasione, il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha spiegato che i confini a sud della Libia con il Niger e il Ciad sono un punto da tenere sotto controllo con attenzione, poiché stanno diventando un ambiente propizio per i gruppi terroristici e i trafficanti di esseri umani. Per questa ragione, le frontiere europee dell’Africa si sarebbero spostate a sud, al confine con il Niger e il Ciad. 

Grazie alla stretta collaborazione tra le autorità del governo di Tripoli e quelle italiane, a partire dal mese di giugno 2017, gli sbarchi di migranti in Italia sono diminuiti. Dopo il picco di giugno, durante il quale sono giunti nel nostro Paese 23.526 individui, cifra mensile più elevata registrata da gennaio, si è passati a 11.459 a luglio, e a 3.918 ad agosto. A settembre è stato riscontrato un nuovo lieve aumento, con 6,282 sbarchi sulle nostre coste.

La limitazione dei flussi dalla Libia, tuttavia, ha riacceso nuove tratte dalla Tunisia e dall’Algeria.

Secondo le stime dell’IOM, soltanto nel mese di settembre 2017, 1.400 tunisini sono arrivati in Italia. Si tratta di cifre non ancora allarmanti, ma indicative di un fenomeno in crescita. Si pensi che, da gennaio ad agosto 2017, il numero totale di migranti tunisini è stato 1.357. Secondo quanto riferito dal segretario di Stato algerino per l’immigrazione, Adel Jarboui, nel corso della settimana passata, una delegazione tunisina ha visitato l’Italia per identificare insieme alle autorità italiane possibili fonti di risorse per combattere congiuntamente l’immigrazione illegale.

La stessa situazione si sta verificando con l’Algeria. Il 25 settembre la Sardegna ha registrato oltre 165 arrivi di migranti algerini in poche ore. La mattina del giorno seguente, gli sbarchi sono aumentati. A quel punto, il presidente della regione Sardegna, Francesco Pagliaru, ha scritto una lettera a Minniti, chiedendo di moltiplicare gli sforzi affinché il passaggio di migranti in Algeria cessi al più presto. Successivamente, il 12 ottobre, il ministro dell’Interno ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo algerino, Noureddine Bedoui, con cui ha affrontato la questione dell’aumento dei flussi migratori. I due funzionari hanno concordato la necessità di applicare un approccio multidimensionale alle migrazioni e di elaborare una strategia comune. Minniti ha invitato Bedoui a Roma per rafforzare la collaborazione tra l’Italia e l’Algeria in materia di sicurezza, soprattutto in relazione all’immigrazione e al terrorismo.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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