UE: la Serbia ha violato i nostri principi

Pubblicato il 30 ottobre 2017 alle 21:39 in Balcani

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Il generale Lazarevic, condannato dal tribunale dell’Aia per crimini di guerra, ha tenuto la sua prima lezione all’Accademia Militare della Serbia. Maja Kocijancic, portavoce dell’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, ha dichiarato che tale nomina va contro i principi dell’Unione.

Venerdì 27 ottobre, il generale Vladimir Lazarevic, la cui nomina come docente dell’Accademia Militare serba aveva scatenato le ire del Kosovo, ha tenuto la sua prima lezione ai cadetti. In tale occasione, il generale ha illustrato ai militari dell’Accademia “l’eroismo dei soldati serbi nella difesa dall’aggressione della NATO e nell’implementazione delle operazioni contro il terrorismo in Kosovo e nella Metochia tra il 1998 e il 1999”. Avendo etichettato la NATO come “aggressore”, il generale è andato contro l’interpretazione kosovara del conflitto, che vede l’Alleanza come il garante della salvezza del Paese dalle aggressioni delle milizie serbe.

Se per Lazarevic la lezione è stata “professionale e sentimentale”, l’idea che un generale condannato per crimini di guerra possa trasmettere ai militari la propria esperienza ha spaventato il Kosovo, che, giovedì 26 ottobre, ha chiesto la condanna della nomina da parte dell’Unione Europea.

La risposta dell’Unione è arrivata due giorni dopo. La portavoce di Federica Mogherini, Maja Kocijancic, ha ribadito l’importanza della costruzione di un meccanismo fondato sui principi della fiducia reciproca, del dialogo e della tolleranza tra Kosovo e Serbia. Quest’ultima, ha aggiunto il funzionario dell’UE, essendo “un Paese candidato [a diventare membro dell’Unione], non può venir meno a tali principi. E la nomina presso l’Accademia Militare serba di un condannato per crimini di guerra va esattamente contro questi principi”.

L’Unione Europea, oltre ad aver condannato la nomina serba, ha anche rivolto un appello ai leader dei Paesi coinvolti, affinché “superino la difficile eredità del passato”, onorino le vittime dei conflitti e promuovano la riconciliazione interna. Tale processo, ha spiegato la portavoce, è necessario per ottenere stabilità e un futuro di pace e prosperità nell’area.

Nel 2009, il Tribunale Penale Internazionale dell’Aia per l’ex Jugoslavia aveva condannato il generale Lazarevic per crimini di guerra, in particolare deportazione e trasferimento forzato, esecuzione e persecuzione di individui. Inizialmente condannato a 15 anni di reclusione, il generale ha ricevuto lo sconto di pena di un anno nel 2014, ma è stato rilasciato l’anno seguente.

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di Redazione

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