Ucraina: aumentano le violazioni del cessate il fuoco

Pubblicato il 30 ottobre 2017 alle 16:03 in Ucraina

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Il gruppo di contatto trilaterale sulla crisi in Ucraina, composto da Ucraina, Russia ed OSCE, si è riunito a Minsk, in Bielorussia, il 27 ottobre. A seguito del vertice, Martin Sajdik, il rappresentante OSCE del gruppo, ha riferito che vi è stato un aumento nel numero di violazioni del cessate il fuoco nella regione orientale dell’Ucraina.

Il delegato OSCE ha ribadito che “la protezione dei civili all’interno del conflitto armato è la principale missione del gruppo di contatto trilaterale”, ma ha anche sottolineato che, al momento, il rispetto del cessate il fuoco in Ucraina costituisce “la priorità” per il gruppo di contatto.

Ciò è dovuto agli ultimi sviluppi nella regione orientale dell’Ucraina. Come ha spiegato Sajdik: “Vorrei segnalare che, sfortunatamente, all’inizio di questa settimana il numero di violazioni del cessate il fuoco è decisamente aumentato, specialmente nelle aree di Svilodarsk, Popasna, Avdiivka, Yasynovatae nell’area dell’aeroporto di Donetsk”. Tali aree sono situate nei territori della Repubblica Popolare di Donetsk e della Repubblica Popolare di Lugansk, che hanno dichiarato la propria autonomia nel marzo del 2014.

Visti gli ultimi sviluppi, il rappresentante dell’OSCE ha richiesto che Ucraina e Russia rispettino il cessate il fuoco in vigore dal 25 agosto, concordato in vista dell’inizio dell’anno scolastico in Ucraina. Il delegato Sajdik ha aggiunto che entrambe le parti dovrebbero impegnarsi nel raggiungimento di altri due obiettivi. Il primo obiettivo è il ritiro dell’artiglieria pesante dall’area di Stanytsia Luhanka, città nella Repubblica Popolare di Lugansk, come deciso il 21 settembre del 2016. Il secondo obiettivo è garantire agli osservatori dell’OSCE l’accesso “libero, sicuro e affidabile” alle zone di conflitto. La missione dell’OSCE si trova in Ucraina dal 21 marzo 2014 per facilitare il dialogo tra le parti e monitorare la situazione del Paese. Ad oggi, gli osservatori dell’OSCE continuano a segnalare l’esistenza di ostacoli al loro accesso ai territori colpiti dai conflitti.

Durante il vertice, sono intervenute anche le tre commissioni operative del gruppo di contatto. La prima commissione, quella umanitaria, ha affrontato i temi dello scambio dei prigionieri di guerra e del rilascio dei documenti per i prigionieri precedentemente liberati. In tale ambito, il delegato dell’OSCE ha sottolineato l’importanza di assicurare un trattamento più umano dei detenuti, come aveva già dichiarato l’ambasciatore Toni Frisch, rappresentante del presidente della missione dell’OSCE in Ucraina.

Il secondo gruppo di lavoro, la commissione economica, ha affrontato tre temi. Il primo tema è stato quello della possibilità di ripagare i debiti di coloro che erano impiegati delle ferrovie statali ucraine nelle regioni del Donetsk e del Lugansk. Il secondo tema è stato quello dell’approvvigionamento dell’acqua dall’impianto idrico di Karbonyt, nella regione del Lugansk. Il terzo tema è stato quello della messa in sicurezza delle infrastrutture più critiche.

Il terzo gruppo di lavoro che è intervenuto durante il vertice, la commissione politica, ha affrontato il tema dello status delle regioni separatiste del Donetsk e Lugansk. In merito a tale questione, la commissione ha discusso le modalità di implementazione della “formula Steinmeier”, un meccanismo per il riconoscimento dell’autonomia delle due regioni. Tale meccanismo era stato proposto da Frank Valter Steinmeier, ex ministro degli Affari Esteri tedesco. Steinmeier aveva consigliato all’OSCE di autorizzare le elezioni nelle due regioni e monitorare il rispetto dei requisiti di validità del processo elettorale. Ciò rappresenta un requisito fondamentale per approvare la dichiarazione di autonomia delle regioni. Tale strategia è fortemente sostenuta dalla Russia.

Il gruppo trilaterale di contatto sull’Ucraina, composto dai rappresentanti di Ucraina, Russia ed OSCE, si è riunito per la prima volta l’8 giugno 2014. Tale gruppo intende facilitare il raggiungimento di una soluzione diplomatica al conflitto nella regione del Donbass, nell’Ucraina orientale.

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di Redazione

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