Kosovo: il vertice con la NATO

Pubblicato il 30 ottobre 2017 alle 20:29 in Balcani NATO

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Il presidente del Kosovo, Hashim Thaci, ha incontrato il vice segretario generale della NATO, Rose Gottemoeller. Durante il vertice, che si è tenuto venerdì 27 ottobre a Pristina, le due parti hanno affrontato i temi della cooperazione tra Kosovo e NATO e del ruolo del Kosovo come garante di pace e stabilità per la regione balcanica. Nel corso della visita ufficiale nel Paese, il vice segretario della NATO ha colto l’occasione per fare visita alla KFOR, la missione della NATO in Kosovo.

In occasione del vertice, il presidente kosovaro Thaci ha accolto favorevolmente l’ingresso del Montenegro nell’Alleanza, avvenuto il 5 giugno del 2017, e ha espresso il desiderio che anche la Macedonia ne diventi parte al più presto.  Con l’ingresso di Montenegro e Macedonia nella NATO, tutti i Paesi confinanti con il Kosovo, ad eccezione della Serbia, saranno parte dell’Alleanza. In tal modo, il Kosovo potrà sentirsi maggiormente protetto dalla minaccia serba. Quanto alla stabilità nell’area, il presidente del Kosovo ha aggiunto: “Prima la nostra regione diventerà membro della NATO, prima la pace diventerà più stabile”.

Il mantenimento della pace e della stabilità in Kosovo rappresenta una delle priorità della NATO, come ha affermato il vice segretario generale Gottemoeller in occasione dell’incontro con la missione dell’Alleanza in Kosovo. Durante tale incontro, la Gottemoeller ha dichiarato che tale missione è fondamentale, dal momento che “la sicurezza e la stabilità [del Kosovo] sono importanti per la sicurezza e la stabilità di tutta l’Europa”.

Il vice segretario generale ha altresì sottolineato come la sua visita nel Paese rappresenti una dimostrazione dell’impegno della NATO nell’assicurare la pace e la stabilità in Kosovo e nell’intera regione balcanica occidentale. In tale ambito, la Gottemoeller ha aggiunto: “Da 18 anni, la NATO sta lavorando per mantenere al sicuro il Kosovo e la sua regione. Quella della KFOR è una storia di successo per l’Alleanza e per tutti i nostri partner.” Oltre agli Stati membri, la KFOR ha visto anche il contributo di Paesi che non sono membri dell’Alleanza. Tra questi, alcuni continuano a contribuire, come l’Armenia, l’Austria, la Svizzera, la Moldavia e l’Ucraina, mentre altri, tra cui la Russia, hanno ritirato le proprie truppe.

Coloro che hanno preso parte alla missione, ha sottolineato il vice segretario generale, hanno contribuito al raggiungimento di importanti risultati in materia di sicurezza nella regione. Tuttavia, ha aggiunto Gottemoeller: “Conosciamo bene tutte le sfide che il Kosovo si trova ad affrontare. La KFOR rimarrà in Kosovo fino a quando sarà necessario. Non andremo via fino a quando il nostro dovere non sarà concluso”.

La conferma che la KFOR rimarrà in Kosovo ha rassicurato il presidente Thaci, il quale ha definito il ruolo della NATO nella regione “insostituibile”. Ciò spiega anche la volontà del Kosovo di unirsi all’Alleanza. A tal fine, il presidente kosovaro ha dichiarato di aver intrapreso un processo di riforma costituzionale, teso alla trasformazione della forza di sicurezza del Kosovo (KSF) in Forze Armate Statali. Al momento, la KSF rappresenta un’unità di pronto intervento e non un esercito nazionale.

La KFOR è la missione della NATO in Kosovo, autorizzata dalla risoluzione n. 1244 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, adottata il 12 giugno del 1999. Il mandato della KFOR prevede quattro obiettivi. Il primo è il mantenimento della pace e della stabilità nell’area; il secondo obiettivo è quello di supportare le missioni internazionali in Kosovo; il terzo obiettivo è la creazione di uno Stato stabile, democratico, multietnico e pacifico; e il quarto obiettivo è lo sviluppo della Forza di Sicurezza del Kosovo.

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di Redazione

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