Bangladesh: violenza nei campi profughi Rohingya

Pubblicato il 30 ottobre 2017 alle 7:45 in Asia Bangladesh

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Un giovane di etnia Rohingya ha ucciso un cittadino del Bangladesh durante una rissa. Si tratta di una delle manifestazioni della tensione crescente tra gli abitanti delle zone di confine tra Bangladesh e Myanmar e i profughi di etnia Rohingya che le hanno, di fatto, invase.

Sono più di 600 mila i musulmani Rohingya che si sono riversati in Bangladesh dal 23 agosto, quando l’esercito del Myanmar ha condotto una campagna militare che è stata definita un “crimine contro l’umanità” dalle Nazioni Unite. I rifugiati sono concentrati nelle zone vicine al confine tra Bangladesh e Myanmar e le risorse a disposizione del paese ospitante, già molto povero, sono sempre di meno. I profughi Rohingya hanno già superato per numero gli abitanti locali della zona di confine del Bangladesh e sono accusati dalla popolazione di aver messo in crisi totale il mercato del lavoro locale, che si basa soprattutto sulle costruzioni e sull’industria ittica.

I Rohingya sono una minoranza etnica a maggioranza musulmana che vive dalla fine dell’ottocento nello stato nord-occidentale del Myanmar di Rakhine, vicino al confine con il Bangladesh. I Rohingya sono stati a lungo perseguitati dal governo birmano e oggetto di discriminazioni perché vengono considerati immigrati clandestini bengalesi e non viene loro concessa la cittadinanza birmana. Ciò significa che i musulmani Rohingya sono privati dei diritti di base di cui i cittadini del Myanmar godono, come quello alla salute e all’istruzione.

La campagna militare dell’esercito del Myanmar nello stato di Rakhine è iniziata nell’ottobre 2016, in seguito a una serie di attentati alle stazioni di polizia di confine perpetrati dall’ARSA (Arakan Rohingya Salvation Army), un’organizzazione terroristica islamista formata da militanti di etnia Rohingya. L’esercito birmano è accusato dalle associazioni internazionali per i diritti umani di aver commesso crimini contro l’umanità ai danni dei Rohingya, per mesi durante la campagna militare, tra cui figurano Human Rights Watch e Amnesty International. Il 23 agosto una serie di nuovi attentati dell’ARSA ha determinato una stretta decisiva della campagna militare e la fuga di più di 600 mila persone che nel giro di due mesi hanno lasciato il Myanmar per riversarsi in Bangladesh. Per il popolo birmano quanto è accaduto nello stato di Rakhine rappresenta una lotta contro i terroristi estremisti islamici che si sono infiltrati in Myanmar e tentano di spaccare la società birmana per creare uno stato indipendente – a maggioranza islamica – a Rakhine. Il Bangladesh è un paese che si trova in uno stato di povertà diffusa e, sebbene sia vicino alla crisi umanitaria che interessa i Rohingya, si trova ora in seria difficoltà nella gestione delle ondate di rifugiata.

Sicurezza Internazionale quotidiano di politica internazionale.

Ilaria Tipà

di Redazione

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