Da Oxford al Califfato: ‘Jihadi Jack’ incriminato dai funzionari curdi

Pubblicato il 29 ottobre 2017 alle 6:00 in Medio Oriente Siria

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Un uomo di Oxford, Jack Letts, 21enne, soprannominato ‘Jihadi Jack’, dopo essersi arruolato nelle fila dell’Isis il 28 ottobre 2017 è stato formalmente incriminato dalle autorità curde per la sua appartenenza allo Stato Islamico.

La Federazione democratica della Siria settentrionale ha riferito che Letts è in carcere a Qamishli, Rojava, Siria settentrionale. Il caso è oggetto di indagine della polizia locale, la Asayish.

Un nuovo tassello si aggiunge alla vicenda di questo noto “foreign fighter”.

Letts si è convertito all’Islam mentre frequentava il Cherwell college, a Oxford. All’età di 18 anni ha interrotto gli studi e si è spostato in Giordania, dove ha avuto anche un figlio. Fonti attestano la sua presenza in Siria nel 2014, ove è stato catturato dalle milizie curde YPG.

Successivamente, i genitori di ‘Jihadi Jack’ hanno lanciato un appello dal Regno Unito, negando che il figlio sia mai stato coinvolto con l’Isis e contestualmente denunciando la sua scomparsa nel carcere curdo.

Sinam Mohamed, il rappresentante europeo della Federazione Settentrionale della Siria del Nord – l’auto-dichiarata regione autonoma – ha contestato la dichiarazione dei genitori inglesi, rivelando alla BBC che il governo è molto attento alla tutela dei diritti umani e che Letts è stato trattato nel rispetto della convenzione di Ginevra. Come è noto, la Convenzione, firmata il 12 agosto 1949, disciplina il trattamento dei prigionieri di guerra.

I funzionari curdi hanno dichiarato di essere disposti a consegnare i prigionieri di guerra al loro paese di origine, ma solo a seguito delle relative indagini. Al termine dell’inchiesta, l’esito sarà poi comunicato ai genitori di Letts, ai loro rappresentanti legali e ai funzionari del governo inglese.

Sally Lane e John Letts hanno successivamente iniziato uno sciopero della fame per manifestare il proprio sdegno al governo britannico per non aver loro offerto alcun tipo di appoggio.

Rory Stewart, Ministro per lo Sviluppo Internazionale del Regno Unito ha dichiarato che i cittadini britannici che si sono trasferiti in Siria per combattere tra le fila dello Stato Islamico rappresentano un pericolo enorme, meritando il destino cui inevitabilmente andranno incontro.

Il Ministro della sicurezza, Ben Wallace, ha tuttavia precisato che deve essere il governo britannico a processare i sospettati combattenti inglesi dell’Isis.

John Letts e Sally Lane continuano a dichiarare, inoltre, l’assoluta infondatezza di un loro possibile coinvolgimento nel finanziamento dell’Isis tramite l’invio di fondi al proprio figlio.

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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Lucia Mecocci

di Redazione

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