Principe saudita: l’embargo contro il Qatar è un ‘problema da poco’

Pubblicato il 28 ottobre 2017 alle 16:28 in Arabia Saudita Medio Oriente

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Commentando l’embargo diplomatico ed economico che pesa sul Qatar, il principe ereditario dell’Arabia Saudita ha minimizzato la disputa tra i due Paesi, ormai in atto da mesi, come un ‘problema da poco’.

“Il Qatar è una problematica davvero, davvero, davvero piccola”, ha riferito il principe ereditario Mohammed bin Salman all’agenzia di stampa Reuters mercoledì 25 ottobre, in occasione di un’intervista in cui si discuteva di come il piccolo Paese del Golfo Arabo, ricco serbatoio di gas naturale, sia ormai da giugno oggetto di un severo embargo.

Il principe ha affermato che lo screzio diplomatico tra i due Paesi, prima alleati, non peserà sugli investimenti. Bin Salman è infatti al comando di un ambizioso programma economico volto a rendere l’Arabia Saudita indipendente in materia di risorse petrolifere.

Il principe ereditario, 32enne, è largamente considerato il principale artefice dell’embargo. L’Arabia Saudita, di concerto con gli Emirati Arabi Uniti, l’Egitto e il Bahrein, accusa il Qatar di finanziare il terrorismo e destabilizzare la regione. Il Qatar, dal canto suo, respinge tali imputazioni.

Bin Salman ha altresì ribadito l’impegno dell’Arabia Saudita pronunciandosi circa la guerra in Yemen.

“Ci dedicheremo [alla guerra in Yemen] finché saremo certi che lì non riaccadrà nulla di simile a Hezbollah”, ha riferito il principe a Reuters, facendo riferimento alla fazione sciita libanese appoggiata dall’Iran. “Perché lo Yemen è più pericoloso del Libano”, ha aggiunto.

L’Arabia Saudita, spalleggiata dalla coalizione degli stati arabi, ha lanciato a marzo 2015 un’operazione militare contro i ribelli Huthi supportati dall’Iran, che hanno rovesciato il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale.

Giovedì 26 ottobre un inviato delle Nazioni Unite ha incontrato degli esperti funzionari yemeniti e sauditi a Riad per discutere insieme un modo di porre fine ai combattimenti in Yemen.

“Questa sofferenza su larga scala deve finire. Faccio appello ai partiti per fare le concessioni necessarie a costruire un cammino di pace duratura, e chiedo alla comunità internazionale di assicurare l’unità di intenti nel sostegno a queste iniziative assolutamente indispensabili”, ha affermato l’inviato ONU Ould Cheikh Ahmed.

“Dall’inizio dei combattimenti, l’Ufficio ONU per i Diritti Umani ha documentato la morte di oltre 13mila civili, di cui 5mila per omicidio. 

A due anni e mezzo dallo scoppio della guerra, lo Yemen è sull’orlo di una carestia e sta assistendo a una delle peggiori epidemie di colera degli ultimi decenni. Il numero di contagi sembra aver superato gli 850mila casi, rendendo di fatto l’epidemia in atto la più estesa al mondo, stando al report dell’Organizzazione Mondiale DELLA Salute.

È la medesima fonte a suonare il campanello d’allarme: da quando il colera ha iniziato a diffondersi, alla fine del mese di aprile 2017, sono morte più di 2mila persone.

 

Sicurezza internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione