Siria: ambasciatori ONU si appellano alla ‘bilancia morale’ russa

Pubblicato il 28 ottobre 2017 alle 13:49 in Russia Siria

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“Assistiamo di continuo a molteplici conferme sull’uso di armi chimiche da parte del regime di Assad. E malgrado tali documentazioni indipendenti, vediamo che alcuni Paesi tentano ancora di proteggere il regime. Ciò deve finire adesso”. Questa è la dichiarazione di Nikki Haley, ambasciatore americano dell’ONU, all’indomani del rapporto congiunto firmato dall’ONU e dagli ispettori degli armamenti chimici internazionali.

In tale rapporto si attribuisce l’uso del gas nervino Sarin nell’attacco del 4 aprile 2017 alla città di Khan Sheikhoun al regime del presidente siriano Bashar al-Assad.

Tre diplomatici delle Nazioni Unite hanno confermato i risultati della ricerca. “Il pannello è convinto che la repubblica araba di Siria sia responsabile del rilascio di Sarin avvenuto a Khan Sheikhun il 4 aprile 2017”, ha riferito uno di loro alla CNN.

Il governo siriano ha ripetutamente smentito tanto l’uso di armi chimiche quanto un suo eventuale coinvolgimento nell’operato, affermando che un’incursione aerea avrebbe colpito il deposito di arsenale chimico situato nell’area espugnata dai ribelli.

Il rapporto, inviato al Consiglio di Sicurezza martedì 24 ottobre, è stato redatto dall’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPCW) di concerto con il Meccanismo Investigativo delle Nazioni Unite (JIM), recente organo investigativo incaricato di proibire l’uso di armi chimiche in Siria.

Giovedì 26 ottobre la Russia ha posto il veto alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza di estendere il mandato del JIM. La Russia sostiene infatti che tale pannello non sia imparziale, ma dichiaratamente schierato contro il governo di Assad. A fronte del veto, il mandato del JIM scadrà tra tre settimane.

Quando l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche rivelò i risultati delle sue indagini nel mese di giugno, la Russia, alleata del regime siriano, tacciò tali scoperte di essere motivate da interessi politici e basate su “dati dubbi”.

In seguito al veto del governo di Mosca, l’ambasciatore britannico delle Nazioni Unite Matthew Rycroft ha riferito ai giornalisti che è tempo la Russia “trovi la sua coscienza morale”.

“Ieri, il JIM ha decretato la responsabilità [del regime siriano]; oggi, iniziamo le procedure per chiamarlo a risponderne legalmente”, ha affermato l’ambasciatore. “Spero che la Russia si unisca a noi in questo impegno”.

Rycroft ha inoltre affermato che si sta impegnando in prima persona, insieme ai colleghi del Consiglio di Sicurezza, affinché si giunga a una risoluzione per ritenere il governo siriano responsabile degli eventi in questione. La natura di tale risoluzione non è ancora chiara, tuttavia il Consiglio di Sicurezza dell’ONU è intenzionato a ritenere la Siria colpevole dell’attacco chimico.

L’ambasciatore ONU americano, dal canto suo, ha esortato il Consiglio di Sicurezza a “mandare un chiaro messaggio che l’uso di armi chimiche da parte di chiunque non sarà in alcun caso tollerato”.

L’esponente di un gruppo umanitario ha affermato che le Nazioni Unite devono agire adesso. “Il ripetuto uso di armi chimiche in Siria pone una seria minaccia al divieto internazionale contro il ricorso agli arsenali chimici”, ha dichiarato venerdì 27 ottobre Ole Solvang, vice direttore per le emergenze presso la Human Rights Watch. “È nell’interesse di tutti i Paesi l’invio di un segnale forte a dimostrazione che simili atrocità non saranno tollerate”.

Il rapporto congiunto ha altresì accusato l’ISIS di aver usato l’iprite – comunemente nota come ‘gas mostarda’ per l’odore caratteristico – in Siria nel mese di settembre.

Riserve di Sarin potrebbero essere ancora presenti in Siria nonostante nel 2013 l’OPCW abbia supervisionato la distruzione delle scorte nazionali a seguito di un attacco su Ghuta, oasi che circonda la città di Damasco. Gli attivisti sostengono che tale attacco provocò la morte di 1,400 persone.

La Russia è l’alleato più potente del governo siriano e ha finanziato gran parte del conflitto, scoppiato sei anni fa, conducendo continue incursioni aeree sul territorio siriano al fine di sostenere il regime di Assad.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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