Cina: Ecco la diplomazia da grande potenza con caratteristiche cinesi

Pubblicato il 27 ottobre 2017 alle 17:21 in Asia Cina

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La Cina si trova all’inizio di nuova era, quella del presidente Xi Jinping, confermato alla leadership del paese per altri 5 anni dal XIX Congresso del Partito Comunista Cinese conclusosi il 25 ottobre. Il Congresso ha due funzioni principali. La prima è quella di scegliere la linea politica generale del paese e la seconda è quella di decidere chi siano gli uomini ad occuparsi di attuarla.

Il XIX Congresso del Partito Comunista Cinese ha definito in modo chiaro anche la linea politica per la diplomazia e i rapporti con l’estero che il paese terrà nei prossimi cinque anni. Si tratta della “politica estera da grande potenza con caratteristiche cinesi” e prevede la creazione di un sistema di relazioni internazionali innovative e di quello che il presidente Xi Jinping definisce “un destino comune per tutta l’umanità”.

Il principio di base per questa nuova diplomazia è la volontà della Cina di collaborare con tutti i paesi del mondo, secondo quanto ha dichiarato il Ministro degli Esteri della Cina, Wang Yi, che ha riassunto le caratteristiche della nuova politica estera del suo paese enunciate da Xi Jinping nel suo rapporto al Congresso del PCC.

Il nuovo sistema di relazioni internazionali dovrà essere basato su “rispetto reciproco, uguaglianza e rettitudine, cooperazione e mutuo vantaggio”, in netta contrapposizione, afferma Wang Yi, con il sistema precedente basato sui rapporti di forza e vantaggioso solo per i più potenti.

La creazione di un “destino comune per l’umanità” vuol dire creare un mondo in cui “la pace sia duratura, la sicurezza diffusa, la prosperità condivisa, in cui sia apertura e inclusione e che sia bello e pulito”. Il concetto di destino comune dell’umanità pone tutti i popoli del mondo sullo stesso livello e ne richiede l’impegno congiunto per affrontare le sfide globali più pressanti.

Questi due obiettivi ambiziosi del presidente della Cina puntano a superare le differenze di vedute tra paesi e sistemi politici diversi e cercano di rispondere alle aspettative e agli interessi comuni dell’umanità intera. La politica estera cinese vuole diventare un punto di riferimento morale per il resto del mondo e dimostra come il Partito Comunista Cinese voglia dare il suo contributo costruttivo alla risoluzione delle problematiche internazionali più pressanti, ha dichiarato Wang Yi.

Le linee generali della “nuova politica estera con caratteristiche cinesi” emersa dal Congresso del PCC appena conclusosi mostrano come Pechino abbia definitivamente abbandonato l’approccio mite e di basso profilo che ha caratterizzato la cosiddetta era di Deng Xiaoping e post-Deng Xiaoping (dal 1978 al 2012) e sia ufficialmente entrata in una nuova epoca storica.

La Cina del 2017 è un paese che mira a tornare al centro della scena internazionale – posizione che è convinta le spetti di diritto, basti pensare che la stessa parola “Cina” in lingua cinese vuol dire letteralmente “paese centrale” o “paese di mezzo” – e che vuole farlo tutelando la globalizzazione economica, il libero scambio e opponendosi alle tendenze protezionistiche e isolazioniste portate avanti dal presidente degli Stati Uniti. Il “destino comune per l’umanità” di Xi Jinping sembra essere la “ricetta cinese” per un nuovo ordine internazionale che vede il ruolo degli Stati Uniti sempre meno importante a favore di una Cina che amplia sempre di più la sua influenza al di fuori dei confini nazionali, partendo dalla ricostruzione delle Vie della Seta con il grande progetto Belt and Road.

Sicurezza Internazionale quotidiano di politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

 

di Redazione

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