Siria: raid del regime contro un centro umanitario

Pubblicato il 26 ottobre 2017 alle 20:10 in Medio Oriente Siria

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Cinque civili, tra cui un bambino, sono stati uccisi e altri 15 sono rimasti feriti in un raid delle forze del regime siriano, che ha colpito un centro per la distribuzione di risorse umanitarie, nella città di Duma, nella campagna di Damasco.

Poco dopo, un secondo attacco ha colpito la città di Saqba, anche questa situata nella campagna di Damasco, causando la morte di un civile. Secondo quanto riferito da Al-Jazeera in lingua araba, alcuni raid avrebbero colpito l’area di Ghouta, che fa parte delle zone cuscinetto stabilite dal quarto round dei negoziati di Astana. I negoziati di Astana, tenutisi il 3 maggio 2017 nella capitale del Kazakistan, avevano portato al raggiungimento di un accordo tra Russia, Iran e Turchia. Il patto stabiliva la creazione di quattro zone cuscinetto in Siria, con l’obiettivo di ridurre le tensioni tra le forze del regime e quelle dell’opposizione.

Pochi giorni prima, il 23 ottobre 2017, Al-Jazeera aveva denunciato la presenza di almeno 400 000 civili nella regione del Ghouta, ad est di Damasco, bloccati a causa dell’assedio delle forze del regime e costretti a lottare per sopravvivere alla malnutrizione.

L’area, che rappresenta una delle principali roccaforti dell’opposizione siriana, è stata posta sotto assedio dalle forze del regime nel dicembre 2012. Negli ultimi mesi le milizie fedeli a Bashar Al-Assad hanno stretto ancora di più l’assedio sul territorio, impedendo ai civili di ricevere cibo e medicine e causando, in questo modo, la morte di un ingente numero di bambini.

Secondo quanto riferito dall’organizzazione umanitaria Syrian Network for Human Rights, che monitora la situazione della regione del Ghouta, 397 civili, di cui 206 bambini e 67 donne, sarebbero morti a causa della malnutrizione. L’organizzazione ha aggiunto che i convogli umanitari, giunti nella regione all’interno degli accordi per ridurre le tensioni nel territorio, sono riusciti a soddisfare soltanto il 25% delle necessità della popolazione.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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