Madrid e Barcellona verso lo scontro finale

Pubblicato il 26 ottobre 2017 alle 14:01 in Europa Spagna

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Il presidente catalano Puigdemont ha deciso di non andare al Senato a difendere la propria posizione prima del voto sulle misure di commissariamento della regione e si prepara alla dichiarazione unilaterale d’indipendenza e allo scontro con Madrid. Il presidente catalano ha mandato un memorandum alla camera alta, chiedendo al governo che non lo destituisca, ma che si limiti a inviargli ordini finché rimarrà in vigore l’articolo 155.

Il governo della Generalitat catalana ha reso noto, nel tardo pomeriggio di ieri, che il presidente Carles Puigdemont non avrebbe difeso la posizione degli indipendentisti al Senato di Madrid poiché “il governo [di Mariano Rajoy] ha già deciso di applicare l’articolo 155 a prescindere”. Nella tarda mattinata di oggi Puigdemont ha comunicato che a rappresentare la Generalitat al Senato sarà Ferran Mascarell, rappresentante del governo catalano a Madrid.

A far decantare Puigdemont per la rottura sarebbe stata la voce che Rajoy avrebbe commissariato la regione a prescindere dall’eventuale convocazione di elezioni anticipate, su pressione del leader liberale Albert Rivera, che alle Cortes aveva dichiarato “inammissibile che le stesse persone che violano la legge organizzando un referendum privo di ogni garanzia e legalità, possano poi organizzare delle elezioni libere e corrette”. La pressione di ambienti imprenditoriali e indipendentisti moderati ha spinto poi il leader catalano a inviare il memorandum e Mascarell.

Barcellona si prepara alla DUI, come la chiamano in Spagna, la dichiarazione unilaterale d’indipendenza. Il governo catalano mantiene il più stretto riserbo sulla questione, ma il vicepresidente Oriol Junqueras ha dichiarato che Madrid non ha lasciato altra opzione ai dirigenti catalani. I malumori riguardo a un atto unilaterale sono forti soprattutto tra gli indipendentisti moderati, ma il leader catalano è oggetto di pressione anche da parte degli oltranzisti, in particolare l’estrema sinistra, che minaccia “disobbedienza civile”, e delle associazioni indipendentiste Asamblea Nacional Catalana e Ómnium cultural, i cui leader sono in galera.

Il parlamento regionale è convocato per le 17:00 di questo pomeriggio, la stessa ora in cui inizierà in Senato la discussione sulle misure varate dal governo per l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione in Catalogna. Il voto definitivo della camera alta di Madrid è atteso per domani.

Tra le opzioni che trapelano, la possibilità di una dichiarazione simbolica, seguita immediatamente da elezioni che la Generalitat considererebbe “costituenti” e Madrid “autonomiche”. Anche in questo caso il governo centrale procederebbe al commissariamento della regione, ma in questo modo Puigdemont scontenterebbe moderati e oltranzisti il meno possibile.

Il governo centrale studia inoltre varie possibilità d’azione per rendere effettivo il commissariamento. Madrid dà per scontate manifestazioni di protesta, possibili scontri con le forze dell’ordine e la presenza di dimostranti e curiosi fuori dal Palau de la Generalitat, sede del governo catalano, nel centro storico di Barcellona. 

Rajoy non ha ancora reso noto se l’esecutivo che guiderà la Catalogna commissariata sarà tecnico o politico, nel primo caso circola il nome della vicepresidente Soraya Sáenz de Santamaría come possibile guida della regione. Non è chiaro, inoltre, se le funzioni di amministrazione dei distinti assessorati saranno svolte in loco, con tutti i problemi che potrebbe causare il passaggio di consegne tra due entità che non si riconoscono mutuamente, o da Madrid, con il rischio di riconoscere implicitamente una certa perdita di controllo del governo sul territorio catalano.

Il governo teme, infine, che Puigdemont possa trincerarsi nei suoi uffici e considera anche di non portarlo fuori con la forza, considerato che una volta esautorato il suo esecutivo, poco importa se il presidente deposto rimane nel palazzo. 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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